Imola. I giardini del San Domenico di Imola erano stati oggetto di una delibera da parte della Giunta lo scorso 24 dicembre che aveva stanziato circa duecentomila euro. La somma sarebbe stata erogata per gli urgenti lavori di riqualificazione del parco, vincolato, come è risaputo, dalla Sovrintendenza ai Beni paesaggistici dell’Emilia Romagna. Al momento però, pare non sia in programma alcun bando per la gestione dei lavori del ripristino dei giardini da parte di Area Blu.


La soprintendente Cristina Ambrosini, ha dichiarato che “a tutt’oggi non risulta pervenuto alcun progetto  sul tema segnalato e pertanto non si evidenziano al momento profili di competenza di questo ufficio”. Dunque, stando alle parole dell’ente regionale, non sarebbero in programma, e così ci si auspica, abbattimenti di arbusti vincolati.
Nel frattempo, il comitato “Amici di San Domenico”, ha avanzato le sue preoccupazioni sull’ancora ignoto progetto di riqualificazione. La realtà di via Cavour, che conta ben 295 residenti, ha spiegato che “purtroppo in tutta risposta ai nostri sforzi abbiamo solo ottenuto che Area Blu minacci il taglio di numerosi alberi con il pretesto della sicurezza e tutto in assoluta mancanza di trasparenza, essendo il progetto avvolto dal mistero, tant’è che a detta della sindaca Manuela Sangiorgi anche lei ne è tenuta all’oscuro. Desideriamo invece chiarezza per poterci opporre a tale progetto con cognizione di causa e vorremmo che l’Amministrazione comunale si adoperasse per la valorizzazione di questi bellissimi e storici giardini.”

In tutta questa vicenda, diventata nelle ultime settimane un denso grumo ad alto rischio di contestazioni (la paura principale è che vengano toccate piante monumentali e vincolate, oltre che deturpata l’immagine originaria del parco, ndr), per cui la sindaca Manuela Sangiorgi ha fermamente sottolineato come il suo personale desiderio sia quello di salvare ogni pianta. Rimane tuttavia, semmai, l’incognita di alcuni pini marittimi, davvero molto pendenti e che verosimilmente dovrebbero essere oggetto di attenzione da parte degli organi preposti alla messa in sicurezza, anzichè magari, alle piante sane.
Tutto questo sembra dipendere di più dall’ente che cura il verde pubblico piuttosto che dall’opinione personale della sindaca, questa volta realmente intenzionata a non toccare il parco, ma interessata ad un ripristino dal degrado che coinvolge l’area.
Non è chiaro se il progetto sia stato ampiamente spiegato alla cittadinanza e alla stessa sindaca, che rimarca le proprie perplessità, tutte incentrate sulla salvaguardia anche delle stesse aiuole che circondano i prati dei giardini.

(Aris Alpi)