Imola. Improvvisamente, nel pomeriggio del 14 ottobre, il consiglio comunale che si doveva tenere il 15 ottobre è saltato al 29 ottobre. Ovvero, è stato rimandato di ben due settimane senza una riunione dei capigruppo. E’ probabile che il vero motivo sia il fatto che il dimissionario Simone Righini, ex capogruppo del Movimento 5 stelle non sia ancora stato sostituito da Luciana Wanda Franceschini poiché nella seduta consiliare dell’11 ottobre tale surroga non ha ottenuto i voti per l’immediata esecutività per la quale mancavano i numeri (13 voti a favore) ai quali il gruppo consiliare pentastellato non è potuto arrivare in ragione dell’ormai lunga e profonda spaccatura fra i “ribelli” e i “lealisti” alla sindaca Manuela Sangiorgi e alla sua giunta.

Assai arrabbiato il capogruppo Pd Roberto Visani che lamenta il fatto di aver appreso solamente nel pomeriggio del 14 ottobre della “decisione unilaterale” con evidente riferimento alla presidente dell’aula di piazza Matteotti Stefania Chiappe del M5s.

“Sono a richiedere la convocazione in tempi brevi di una nuova conferenza capigruppo alla presenza del segretario generale per un chiarimento su questa situazione di stallo istituzionale venutasi a creare che sta limitando anche i lavori delle commissioni consiliari – sottolinea Visani -. Il rinvio della seduta del consiglio comunale comunicata il giorno prima è un fatto politico grave. La spaccatura all’interno del M5s sta paralizzando il lavoro del consiglio comunale e delle commissioni consiliari. Siamo molto preoccupati perché ci avviamo verso la fine dell’anno e del prossimo bilancio di previsione e del piano delle opere pubbliche non si hanno notizie”.