Imola. Dopo che il consiglio comunale previsto per il 15 ottobre è stato rimandato con sole circa 24 ore d’anticipo al 29 dello stesso mese, quasi tutte le opposizioni si scatenano contro tale provvedimento.

Secondo il segretario della Lega Marco Casalini “il rinvio del consiglio comunale è l’ennesima dimostrazione di questa giunta incapace a governare e amministrare la comunità imolese. Non è concepibile che la città sia ostaggio di un’amministrazione che blocca le istituzioni e che rimanda i lavori d’aula di 15 giorni. Il Comune, gli imolesi, il territorio chiedono normalità, buonsenso, organizzazione invece ci si ritrova nel caos più assoluto e nell’imprevedibilità. Non si sentono più imolesi per strada che ripongano fiducia in questa Amministrazione la quale, per problemi interni alla propria maggioranza, obbliga la comunità a osservare in silenzio le ultime azioni, gli ultimi respiri, nella speranza che facciano il minor danno possibile. Si ripristini il senso civico e istituzionale al di sopra delle parti e ci si renda conto che così non si può continuare. Torniamo al voto”.

Molto duri pure i 5 consiglieri del Pd Fabrizio Castellari, Roberto Visani, Marco Panieri, Giacomo Gambi e Daniela Spadoni: “Ieri è accaduto un fatto gravissimo. E’ stato rinviato il consiglio comunale perché non c’è più la certezza dei numeri nella maggioranza pentastellata. Sul piano istituzionale, è pura follia. Sul piano politico, è il segnale che siamo prossimi ai titoli di coda di un’agonia che dura ormai da mesi.
Se non si hanno i numeri per governare si riconsegnino le chiavi agli elettori, non si chiuda il consiglio comunale. Si chiama dignità. Dopo il primo anno contrassegnato da errori, incertezze e stallo totale, con poco o nulla di rilevante che si possa annoverare, gli ultimi tre mesi sono stati davvero imbarazzanti: dimissioni a raffica, video inutili, attestazioni di sfiducia anche dall’interno, rinvii strumentali e battute d’arresto nelle votazioni in aula. La squadra di Manuela Sangiorgi e dei suoi fedelissimi è ridotta ai minimi termini. Conti alla mano, sindaca e giunta dispongono di una maggioranza ridotta ad 8 consiglieri su 24. Al momento 7, fino alla surroga. Quanto può continuare questo stillicidio? La città ne soffre e questo ci preoccupa non poco”.

Carmela Cappello di Imola guarda avanti non ha dubbi: “La presidente del consiglio comunale Chiappe che fa parte del Movimento 5 stelle ha dimostrato ancora una volta di non volere o saper svolgere il suo ruolo che sarebbe ‘super partes’. Ovvero, non dovrebbe pensare ai numeri o meno della maggioranza e della minoranza, ma al buon funzionamento del consiglio comunale secondo le regole previste dallo statuto e dalla legge. Per di più, non ere pervenuto in tempo utile ai consiglieri il regolamento sulla casa”.

Ancora una volta, dal resto delle minoranze, si distingue nettamente il capogruppo di Patto per Imola Giuseppe Palazzolo: “Il consiglio comunale del 15 ottobre si sarebbe dovuto tenere se fosse passata la delibera di immediata eseguibilità di surroga della consigliera Luciana Franceschini che io ritengo un atto dovuto, ma in queste condizioni si negherebbe a una persona di di intervenire in un’aula dove ha diritto di stare e parlare. Quindi è giusto il rinvio per una questione di democrazia e volontà popolare che deve valere per tutti. Se fosse accaduto alle opposizioni di non avere una surroga immediatamente eseguibile, avrebbero protestato alla grande. E poi non casca certo il mondo tornando in consiglio il 29 ottobre”.

La presidente Stefania Chiappe si difende così: “Se avessi convocato una seduta il 15 ottobre in mancanza della surroga di un consigliere comunale, qualunque delibera o mozione approvata dal quel consiglio  comunale sarebbe potuta, potenzialmente, essere nulla o annullabile. Ho chiesto un parere al segretario comunale, intanto nel dubbio ho preferito rimandare di 15 giorni. Il prossimo consiglio comunale del 29 ottobre l’ho convocato alle 15 proprio perché ci sia il tempo per discutere tutti gli argomenti all’ordine del giorno. Sul problema delle commissioni consiliari senza presidenti eletti, convocherò un ufficio di presidenza con i capigruppo alla presenza del segretario comunale”.

(m.m.)