Imola. La notizia cattiva è che gli infortuni sul lavoro nel 2018 sono aumentati esattamente di cento unità rispetto al 2017 quando erano stati 1693, mentre l’anno scorso sono stati 1793 nel territorio del circondario considerando ovviamente solo quelli che sono arrivati al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Scaletta rapportati al 2018 essendo quest’anno ancora in corso. Quella buona è che negli ultimi tre anni, dal 2016 al 2018, nessuno è stato mortale.

Ed ecco i dati in particolare divulgati da Donatella Nini, direttore facente funzioni del Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Ausl. La maggior parte degli infortuni sul lavoro nel 2018 si sono verificati nel settore Terziario (sociale, sanità, e altri) con 1196, seguito dall’Industria con 464 e dall’agricoltura con 133. Si fanno più male gli uomini (1065) delle donne (728) le quali però li hanno avuti soprattutto nel Terziario. Analizzando proprio il Terziario, provengono soprattutto dal mondo dell’Istruzione (224 di cui però 140 sportivi per attività di ginnastica in palestra), 204 da Sanità e Comuni e 147 da Assistenza sociale, quest’ultima in crescita.

Focalizzando sui diversi rami dell’industria e dell’artigianato si nota come in totale nel 2018 con 464 siano diminuiti rispetto al 2017 quando furono 539. L’unico aumento si trova nel Legno (+10% sul 2017) ma i numeri sono molto bassi in quanto si passa da 17 a 19. Al contrario in Edilizia, dove c’era stato un incremento nel 2017 sul 2016, ora si registra un calo del 16% uguale al Metalmeccanico (-16%), e sempre una diminuzione nella ceramica (-21%) e nel resto dei settori considerati industriali e artigianali con il -13%. In tali settori, i più numerosi nel 2018 sono i 311 infortuni perché colpiti da corpi estranei, 266 per lesioni da sforzo e 148 colpiti da materiale pesante.

Passando all’edilizia, c’è un segno meno dal 2017 (126) al 2018 (100) ma è da segnalare un piccolo aumento di quelli gravi circa del 2%. Pure in agricoltura gli infortuni sono diminuiti dai 141 del 2017 ai 133 del 2018. La grande maggioranza, 65, sono stati causati da schiacciamento. Si riducono circa della metà anche gli incidenti stradali, dai 145 del 2017 ai 66 del del 2018.

Le malattie professionali, dal 2014 al 2018, sono aumentate da 125 del 2017 a 160 del 2018, si ipotizza soprattutto per un incremento delle segnalazioni da parte dei lavoratori e dei medici. Le più diffuse sono le tendinopatia (52) ed ernia discale e canale di guyon (51).

Infine, capitolo molto importante sono le malattie professionali che provocano tumori. Ad esempio, nel 2018 sono tre le persone colpite da mesotelioma pleurico riconducubili a un’esposizione a materiali con amianto come l’eternit non ben conservato che possono essere diagnosticate pure a persone in età avanzata dopo anni di lavoro in quel settore, e tre tumori da polmone forse sempre per l’esposizione ad amianto o gas di scarico, ma pure in teoria a vizi individuali come il fumo delle sigarette.

(m.m.)