L’iniziativa è della diocesi di Bologna che per bocca del vescovo ha annunciato che per la festa del Patrono saranno disponibili anche tortellini con carne di pollo, San Petronio quindi sarà festeggiato dai commensali con la variante senza carne di maiale a scopo “integrazione” nei riguardi di chi per motivi religiosi non la può mangiare.

Tortellini (Foto Wikipedia)

La lodevole iniziativa fa riflettere a prescindere perché evidenzia uno status inusuale da parte della Chiesa che, anziché anteporre di “fare cristiano il mondo” come finora è stato, abbia come voluto rinunciare a qualcosa “confondendosi” col mondo stesso anche se non di vocazione cattolica; ipotesi del tutto opposta è quella di chi invece vede l’iniziativa del “tortellino accogliente” soltanto voluta per arginare la suscettibilità dei tanti (troppi) islamisti radicali pronti a far violenza alla cattedrale di San Petronio, per questo guardata a vista da anni dall’Esercito italiano, tra le cui mura vi sono alcune effige di Maometto non gradite al mondo arabo.

Non si sono fatte attendere le dichiarazioni della Lega per bocca del suo leader Matteo Salvini che ha dichiarato: “…ma secondo voi se un italiano andasse in un Paese arabo a insegnare come mangiare, bere e pregare, come reagirebbero?”, dalla parte opposta la Comunità del mondo arabo in Itala (Co-mai) che, pur ringraziando la diocesi dell’iniziativa che va a favorire la diversità, ha precisato che la convivenza si fa con il rispetto, che ancora purtroppo latita; come spesso però accade quando il sacro si mischia col profano è balzata prepotentemente alla ribalta una “terza opinion” (volutamente più moderata) battuta sul forum delle Associazioni Familiari dell’Emilia Romagna che, per bocca del suo presidente regionale Alfredo Catalbiano, ha rivendicato la paternità dei tortellini dell’accoglienza dichiarando: “…accanto ai tortellini tradizionali, piatto forte della festa che vogliamo valorizzare nel pieno rispetto della tradizione culinaria bolognese, abbiamo ritenuto offrire un’alternativa a chi per vari motivi i tortellini tradizionali non li può mangiare, come ciliaci, vegani e chi ha intolleranze”.

“Una botta al cerchio e una alla botte” direbbe mio nonno e così è stata stemperata ad arte la polemica culinaria dell’accoglienza, restano però sul tavolo (inascoltati) tutti gli appelli a politici, istituzioni, religiosi e cittadini arabi e non, a lavorare insieme per favorire l’integrazione e il dialogo; cosa più facile a dirsi che a farsi perché il “vento” pre-elettorale che soffierà potente su queste tematiche sociali nei prossimi mesi condizionerà (in negativo) ogni iniziativa politica, non aiutando di certo la lotta alle strumentalizzazioni.

(Giuseppe Vassura)