Lo stato politico amministrativo di Imola è noto a tutti: la sindaca ritta a prua di una nave in balia degli umori della sua altalenante maggioranza resta al suo posto, forte dell’ elezione diretta, ma la città resta al palo.
Esaurita la spinta delle politiche ante vittoria del giugno 2018, la Giunta 5S con un pizzico di Lega dovrà uscire dall’attuale malessere e mettere mano a cosa fare di Imola e a Imola negli anni a divenire.

Che fare allora ? Qualcuno deve assumere una iniziativa perché la sindaca ritrovi o trovi una affidabile squadra di governo. Operazione che la Sangiorgi deve lanciare dando corpo ad un’ azione politica coraggiosa anche fuori dagli schemi usuali. Elabori, quindi, un progetto amministrativo realistico e credibile fino a termine mandato da sottoporre alla discussione e al voto fiduciario dell’ intero Consiglio comunale.
Così la città proverà la febbre a tutti i consiglieri eletti e, forse, ritroverà o troverà la maggioranza per giungere con i minori danni al 2023.

Nasce spontanea una domanda: E l’ opposizione attuale cosa deve fare? La risposta è semplice e nel contempo complessa, in quanto nell’incerta situazione, non basta più esercitare il ruolo classico dell’ opposizione costruttiva, ma occorre andare oltre, cioè sconvolgere il consueto e porsi a traino di un’ azione capace di dare a Imola un governo autorevole e al Circondario una guida di rinnovato respiro.
Nel concreto, Imola va governata con chi si assume l’ onere-onore di impegnarsi con lealtà e voglia di fare.
Scandalo? Può darsi, ma lo stallo è più negativo dello scandalo.
Poi ognuno farà i conti con la propria coscienza politica ; successivamente, con il giudizio delle urne.

(Vittorio Feliciani)