Imola. Gli eventi di questi giorni rendono di grande attualità un libro di Marco Guidi “Ataturk addio” una riflessione sulla storia turca del ‘900. Ne parleremo con l’autore venerdì 25 ottobre alle ore 18, nella Sala delle Stagioni in via Emilia 25 a Imola. Lo stesso Guidi ci spiega le ragioni di questo libro.

Marco Guidi

“Il libro nasce principalmente da due cose. Primo: l’importanza della Turchia nello scacchiere mediterraneo e mediorientale e per il fascino di un paese che era insieme asiatico ed europeo, musulmano ma laico, nazionalista all’estremo ma aperto agli italiani. Ma il secondo motivo è il principale: comprendere come Erdogan abbia potuto ingannare il mondo apparendo ai suoi esordi come un progressista moderato, un musulmano aperto al nuovo.Il dubbio è se sia stato un abile truffatore fin dall’inizio o se la sua involuzione/evoluzione sia maturata di successo in successo”.

Quindi il libro è una sorta di percorso…
“Ho voluto descrivere le sue tappe verso il potere assoluto (comprese alcune incredibili truffe elettorali) e di come si sia servito dell’Unione europea per sconfiggere i militari e del movimento di Fethullah Gulen per impadronirsi di magistratura e burocrazia e poi abbia sconfitto i militari e costretto in galera o all’esilio gli uomini di Fethullah, attraverso il dominio assoluto della magistratura e del parlamento. E ,infine, come abbia giocato con l’Unione europea la carta del ricatto (i profughi), dell’ intimidazione (i grandi giacimenti di gas e petrolio scoperti di recente nel Mediterraneo su cui vuole mettere le mani, tramite  la repubblica satellite di Cipro Nord)”.

E oggi siamo in piena guerra
“L’attacco ai curdi ha ragioni semplici. In crisi elettorale (ha perso alle amministrative città importanti, prima tra tutte Istanbul), approfittando dell’ormai secolare contrasto con i curdi ha scatenato una guerra, mobilitando il fortissimo sentimento nazionalista del suo popolo e lo spirito anticurdo (anche se in altri momenti aveva aperto trattative e compromessi persino con i guerriglieri del Pkk). Inoltre sta pensando di ingrandire il suo Paese occupando, per sempre, una fascia profonda 30-40 km e lunga 800 appartenente alla Siria, nazione di cui era amico per poi diventare il suo principale avversario. C’è poi da citare anche lo spirito neottomano di Erdogan che vuole in qualche modo ripristinare se non il dominio diretto certo l’influenza della Turchia sui Paesi dell’ex impero: Balcani, Siria, Iraq, Egitto, Nordafrica (marocco escluso). E, anche, vincere la battaglia tra stati sunniti schierati a favore (Turchia e Qatar) o contro (Arabia Saudita, Emirati, Egitto) i Fratelli Musulmani”.

(m.z.)