Un periodo irripetibile. È stato difficile dimenticare i gloriosi giorni dell’Heineken Jammin Festival e ripartire con altre idee e manifestazioni, dopo che la kermesse si allontanò dal Santerno.
È fresca di pochi giorni la notizia del ritorno di Vasco Rossi sotto le colline della Rivazza, per quello che sarà l’ennesima memorabile serata del rocker di Zocca, nel suo gemellaggio artistico con l’autodromo di Imola.

La sua prima data nel paddock, fu proprio in occasione dell’edizione inaugurale del Jammin Festival. Era il 1998. I telefoni cellulari non erano ancora così comuni e solo la luce degli accendini illuminava tutto il paddock fino alla via Emilia. Fu la data più importante per Vasco Rossi, quella che rappresentò l’apice massimo della sua carriera. Se non altro, resa ancora più importante dalla presenza di Massimo Riva, ancora più simbolica essendo stato il suo ultimo importante concerto. Nella sua Imola. Sarebbe morto pochi mesi più tardi, stroncato dall’AIDS. Erano gli anni novanta. Alla radio impazzavano gli Acqua, i Rem, i Backstreet Boys e le mitiche Spice Girls.

Impazzavano diverse mode, come quelle delle meches, i roller-blade, ed i compact disc ascoltati all’interno dei lettori cd, degli stessi protagonisti che ogni anno sfilavano sull’enorme palco allestito nel paddock. L’importante kermesse di inizio estate, ideata da Marco Balich, era il centro motore europeo delle manifestazioni musicali, tappa fissa nelle tournèe mondiali delle più importanti rock star del presente e del passato.
La prima edizione si tenne il 20 e il 21 giugno 1998. L’ospite di punta era Vasco Rossi con il tour “Rewind”. Il Blasco aprì il concerto intonando “Luna per te”. Nel pomeriggio aveva sorvolato l’autodromo con l’elicottero, salutando i duecentomila fans già assiepati sotto al sole.

Già nella prima edizione si consumò però un piccolo giallo, con la mancata partecipazione, all’ultimo minuto, della popolare band inglese “The verve”. Scioltasi appunto pochi giorni prima e dunque impossibilitata a partecipare. Gli altri ospiti che caratterizzarono il fortunatissimo week-end furono Natalie Imbruglia (che aveva da poco firmato il tormentone “Torn”), un giovane Ben Harper, Tori Amos, Elisa ed i Blu Vertigo. Infine Kula Shaker e Anouk.
Nel ’99, dopo il grande successo dell’edizione inaugurale, l’evento passò da due a tre giorni, arricchendosi di altre star, come ad esempio Zucchero e Robbie Williams. Nonostante la pioggia, il pubblico non deluse le attese e partecipò numeroso. La seconda giornata di manifestazioni ospitò i Goo Goo Dolls, Underworld, Stereophonics, Skunk Anansie ed i Garbage. Nella serata conclusiva suonarono i Blur e Marylin Manson, che destò scalpore con il suo provocatorio spettacolo che lo ha sempre contraddistinto.

Negli anni successivi l’Heineken si arricchì di star del calibro degli Eurythmics e Oasis, nel 2000, Vasco Rossi, nel bis del 2001 con “Stupido Hotel”, dei Red Hot Chili Peppers e Carlos Santana nel 2001.
Dei Muse , dei Green Day e dei Rem, che intonarono Losing My Religion davanti a centomila persone nell’edizione del 2005. Tuttavia l’attesa esibizione dei Rem fu al di sotto delle aspettative per via degli scarsi livelli del suono, che mal si adattarono alla voce dell’eclettico Michael Stipe.
Ci fu anche un piccolo thriller nell’edizione 2001, che coinvolse i Gun’s N Roses. La band statunitense, attesissima sul Santerno, diede forfait pochi giorni prima, a già manifesti stampati.

Nel 2003 arrivarono i Metallica, Bon Jovi e Iron Maiden nell’edizione più hard rock di sempre.
L’ultima edizione imolese del Jammin Festival si ebbe nel 2006, anno in cui, coincidenza, si ebbe anche l’ultima edizione di Formula 1. Poi, il festival rock più importante d’Europa, traslocò a Mestre, nell’ampia area del Parco San Giuliano. Luogo che però non ebbe la stessa fortuna di Imola. Infatti, nella medesima edizione, il palco venne distrutto da una tromba d’aria.

(Aris Alpi)