Imola. Nulla di fatto. Il PD non ha ancora pagato la fattura per i servizi sanitari svolti dalla Usl imolese alla festa dell’unità nazionale del settembre 2017. A questo punto, sia chiaro, non è accanimento. Anzi, ci si sente anche un po’ in colpa a dovere sempre dare la stessa notizia dopo tanto tempo. Purtroppo per dovere di stampa non se ne può fare a meno.

La vicenda di cui tutta la città è a conoscenza riguarda la festa dell’unità nazionale svolta a Imola nel settembre del 2017. Momento in cui l’ex sindaco Daniele Manca, attuale senatore (in attesa della pronuncia della Giunta per le elezioni del senato sulla sua eleggibilità) sponsorizza in riva al Santerno la grande kermesse nazionale. Località dove i rappresentanti del PD, da Maria Elena Boschi a Matteo Richetti, per non parlare del ministro del lavoro Giuliano Poletti in giù, si dovrebbero presentare in grande spolvero. Pubblico delle grandi occasioni che fa presagire – secondo i ben informati – che alla “festa” le presenze saranno numerose. Forse complici le braciole e le lasagne da degustare ai ristoranti tipici la Ausl imolese organizza un grande servizio di assistenza sanitaria.

Renzi canta Romagna mia con Casadei alla festa dell’unità

Questo in sostanza l’antefatto. Alla fine della festa rimane però da pagare, come nelle migliori tradizioni, il conto. L’oste, in questo caso la Ausl di Imola,  impiega quasi un anno per presentarlo. Salato, 25mila euro. Nulla di fatto. Le prime schermaglie amministrative vanno a vuoto. Poi, complice il tempo trascorso – a nostro avviso lunghetto – e la stampa cittadina, la vicenda assume i connotati che raccontiamo ora. Dopo 2 anni nessun pagamento è stato effettuato e, da quanto ci informa la Usl imolese nessuna pratica di recupero del credito pare attivata. “Le cose stanno esattamente allo stesso punto di sempre. La fattura non è stata pagata, l’azienda (la Usl di Imola, ndr) è in attesa e non ha ricevuto ulteriori informazioni”. Questa la laconica nota dell’11 ottobre ricevuta dell’azienda sanitaria imolese.

(Caterina Grazioli)