Imola. Giorgio Zaniboni se ne andato in punta di piedi all’incontro con l’ amata Eva, con la quale ha condiviso ogni istante della sua instancabile dedizione alla famiglia e all’ideale cooperativo che lo portò a dare vita insieme ad una cordata di cattolici operosi alla Cooperativa Clai.

Giorgio Zaniboni

Le spregevoli vicende di malaffare, che hanno convolto cooperative nazionali, lo avevano amareggiato a tal punto che incontrandomi mi disse “Allora noi vecchi cooperatori non abbiamo insegnato nulla”.
Sono gli altri che non hanno capito nulla, caro Giorgio!

Ma Giorgio va ricordato anche per l’ impegno politico nella Dc, in particolare nella sezione di Sesto Imolese; con l’ esempio insegnò a tanti giovani e meno giovani che Fede e Opere possono e debbono viaggiare insieme e che la politica deve essere di aiuto.

Uomo a schiena dritta, era rispettato anche dagli avversari politici per la sua pacata ma ferma schiettezza: sui valori cristiani non tergiversava, ed era la sua forza quando nel dibattito politico riusciva a conciliare le divergenze in nome del bene comune.

Mentre ero vicesindaco a Imola, andai a Sesto Imolese per vedere la sfilata per il Carnevale, peraltro ben organizzata e gestita, a cui partecipavano famiglie con tanti bimbi; quindi, una festa per tutto il paese, una festa per le famiglie.
Poiché era già iniziata la Quaresima, la mia presenza fu interpretata dalle immancabili malelingue quale benedizione di una tragressione in chiave antireligiosa.
Dopo qualche giorno venni a conoscenza che Giorgio mi aveva difeso a spada tratta, spiegando che tra i miei incarichi amministrativi vi era la responsabilità delle Frazioni.

In un caldo sabato di ottobre ci siamo salutati per l’ ultima volta nel pieno centro di Imola.
Tra i compiti della Storia vi è quello di ricordare alla comunità quelle Persone come Giorgio Zaniboni che hanno elevato il Bene a valore fondante della loro vita, traccia che il tempo non cancellerà mai.

(Vittorio Feliciani)