Imola. E’ cominciata male ed è finita in uno scontro durissimo di accuse reciproche. La riunione degli attivi del Movimento 5 stelle del 23 ottobre sera si è aperta con il nervosismo esagerato di qualche consigliere comunale dei lealisti alla sindaca Manuela Sangiorgi e alla sua giunta che ha cercato nella sala comunale in viale dei Cappuccini se ci fosse qualcuno che facesse video o registrasse la seduta con il cellulare. Il contenuto della riunione doveva rimanere segreto. Ciò ha subito fatto partire reazioni negative da parte di attivi non favorevoli alla sindaca e qualcuno è presto uscito, visto il clima, dalla sala per andarsene a casa un po’ schifato facendo scendere il numero presente inizialmente, oltre una cinquantina di persone. C’era tutta la giunta a parte l’assessora all’Urbanistica Paola Freddi, diversi consiglieri comunali e numerosi attivi da tempo non chiamati a misurarsi con i vertici al governo della città.

La sindaca ha cominciato abbastanza bene, stando su temi concreti come la situazione che si verrà presto a creare nella gestione del palaRuggi e le difficoltà crescenti con la partecipata Area Blu difendendo comunque l’attuale presidente, poi si è lasciata scappare delle critiche verso il consigliere comunale Fabrizio Favilli, leader dei “ribelli” che ha cominciato a rispondere a muso duro innescando un duetto di accuse e controaccuse che ha tenuto banco per gran parte della serata.

Ha tentato di spegnerlo il deputato ed ex sindaco di Mira Alvise Maniero, mandato da Roma, dicendo che nei colloqui che aveva avuto con tutti, giunta e consiglieri, aveva riscontrato comunque una volontà di fare bene e cose utili per il Movimento, ma il tentativo è stato inutile. Favilli ha chiesto conto alla sindaca di uno dei suoi tanti (troppi, ndr) post su Facebook nei quali domandava se qualcuno all’interno dei 5Stelle avesse lavorato fin da subito dopo la sua elezione, contro di lei, d’accordo con il Pd per farla cadere. “A chi ti riferivi?”, “E’ solo una domanda”, è stata la risposta evasiva della Sangiorgi.

Poi è stata la volta del consigliere comunale Stefano Buscaroli ad accusare Favilli di telefonate, chiamate e messaggi con esponenti del Pd e della Lega. “Proprio a me venire a parlare dei rapporti con la Lega?”, ha replicato stizzito Favilli che aveva vicino altri dissidenti. E avanti di questo passo.

Per fortuna, c’è stato il tempo di ascoltare un intervento di una persona informata su Area Blu che ha fatto un quadro della società partecipata dal Comune (che col 91% non può incidere, ci vorrebbe il 94%, e bisognerebbe cercare di mediare con qualche ente socio, ndr) e sul tentativo di reinternalizzare una parte dei servizi ora di Area Blu che sta compiendo l’assessora Claudia Resta, anche se servirà del tempo.

Ci sarà questo tempo? Difficile anche solamente sperarlo visto l’alto livello dello scontro che è in atto già da lunghi mesi e che si è consumato pure all’interno dell’assemblea. L’assessore Claudio Frati ha cercato di calmare le acque ammettendo che ci sono stati errori di inesperienza e difficoltà dovute alla precedente amministrazione Manca, ma che se si vuole, si può rimediare. La sindaca ha pure parlato di una possibile mediazione su un assessore in giunta di riferimento dei “ribelli”, ma è un’altra strada quasi chiusa. Insomma, vista l’impossibilità della riappacificazione, qualcuno ha chiesto di fare una tregua almeno fino a lunedì 28 ottobre alle 19 quando la Sangiorgi parlerà davanti alla città da un palco in piazza Matteotti.

I rapporti successivi dipenderanno pure da cosa dirà dal punto di vista politico. Certamente, anche lei si troverà di nuovo, da martedì 29 ottobre, in consiglio comunale con un percorso ancora molto accidentato. Chissà se deciderà di procedere comunque nella sua azione amministrativa oppure se, stando alle voci apparse in qualche giornale in questi giorni, deciderà di lasciare magari avvicinandosi alla Lega in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio. Il tempo delle decisioni ormai è vicino.