Imola. Mantenere viva la memoria su rilevanti aspetti della Grande guerra, anche oltre il centenario di commemorazione. Con questo obiettivo il circolo culturale filatelico numismatico “G. Piani” di Imola, con il contributo e il patrocinio del Comune di Imola e la collaborazione del Gruppo Alpini Imola e Valsanterno “Cap. Stefanino Curti” (Movm) organizza la mostra – filatelica “Prigionieri italiani nella Grande Guerra (1915-1918)”.

Allestita alla Salannunziata (via F.lli Bandiera 17/a) dal 3 al 10 novembre, con l’apertura da domenica 3 novembre, l’esposizione sarà inaugurata ufficialmente lunedì 4 novembre, alle ore 11, al termine delle celebrazioni ufficiali della Festa dell’Unità nazionale e della Giornata delle Forze Armate.

“I prigionieri italiani internati nei campi austro-tedeschi durante la Grande guerra furono circa 600.000, dei quali 20.000 ufficiali; 100.000 di loro non fecero ritorno in Italia perché deceduti causa malattie, freddo, fame, ferite, sfruttamento da lavoro. Ma la causa principale di morte fu la denutrizione” spiega Giovanni Vinci, referente Gruppo Alpini Imola e Valsanterno “Cap. Stefanino Curti” Movm. In questo contesto, si stimano in 150 i soldati imolesi che caddero prigionieri e non tutti poterono tornare a casa.

Ad alcuni di loro, la mostra dedicherà uno spazio più ampio, esponendo, lettere, foto diari: si tratta, nello specifico, di Enrico Baroncini, Cesare Nanetti, Temo (Arturo) Turrini, Luigi Melloni, Francesco Nonni, Adelmo Fedeli e Turibio Baruzzi, a cui è intitolato il gruppo ‘Canterini e Danzerini Romagnoli. Fra le figure ricordate vi è anche la lughese Giovanna Bertoni, che si prodigò come volontaria dell’ufficio “Notizie di famigliari dei militari”.

“La nostra Biblioteca comunale, che conserva abbondante documentazione (ex ufficio Notizie Militari) sui prigionieri del territorio imolese, ci ha consentito di riprodurne una sintesi che verrà esposta in Salannunziata e dalla quale emerge quale fu l’interesse dei familiari per aprire un ‘abbonamento del pane’, a favore del parente internato, disponendo periodici versamenti di quote a fronte di spedizioni di pacchi” aggiunge Giovanni Vinci.

Sarà esposta anche corrispondenza, fra lettere ed anche qualche diario, dalla quale si capisce quali fossero le richieste dei prigionieri, con un frasario in codice per sollecitare l’invio di generi alimentari, il contenuto dei pacchi spediti e quali le condizioni della prigionia con tutti i disagi e le privazioni. Un altro settore della mostra, ideato dal Centro Studi Musica e Grande Guerra e da altri Istituti Storici di Reggio Emilia, illustra, attraverso una ventina di pannelli, le inimmaginate iniziative messe in atto dagli ufficiali prigionieri che, dispensati dal lavoro, cercarono di sopravvivere ad una oppressiva apatia che minacciava il loro equilibrio mentale. “Favoriti anche dai carcerieri sempre attenti a scongiurare manifestazioni di protesta, boicottaggi e tentativi di evasione (comunque in continuo progetto, con alcuni tentativi andati a buon fine), riuscirono ad esercitare con grande successo molteplici attività quali teatro, pittura, canto, gare sportive, conferenze, un ricettario nazionale e molto altro, come dimostra l’esperienza di Cellelager, il campo di prigionia situato a Celle, cittadina a 40 km da Hannover, in Germania” continua Vinci.

Completa l’esposizione una singolare, rara raccolta filatelica di Maximafilia, dedicata alla Grande guerra. “Si tratta di due collezioni molto importanti, per un totale di circa 200 fogli, provenienti dalla raccolta dell’imolese Gianfranco Poggi e del bresciano Cesare Rialdi, quest’ultima di recente esposta in Spagna ed in Portogallo” spiega Gianfranco Bernardi, presidente circolo culturale filatelico numismatico “G. Piani” di Imola, che invita “le scuole a venire a visitare questa mostra, perché se oggi siamo qui è anche merito di tutti coloro che hanno combattuto e sofferto allora”.

Infine, Gianfranco Bernardi fa sapere che “stiamo già lavorando per organizzare, il prossimo anno, una mostra per mettere in evidenza il ruolo fondamentale, troppo spesso dimenticato, che hanno avuto le donne, anche durante la Grande guerra”.

Da parte sua Claudia Pedrini, direttrice dei Musei Civici imolesi sottolinea “il ruolo importante delle due associazioni organizzatrici della mostra, nel mantenere forte il tramando della storia, raccogliendo e donando a musei e biblioteche materiali e documenti del passato, in modo che possano essere resi disponibili anche alle future generazioni”. “Il pregio maggiore di mostre come quella allestita è di umanizzare la storia, rendendola concreta ed avvincente, facendo emergere nel contempo quanto queste vicende siano complesse, a volte contraddittorie e piene di aspetti dimenticati. Quindi assolutamente non sintetizzabili in slogan semplicistici”, conclude Claudia Pedrini.

Annullo postale e conferenza
Lunedì 4 novembre, dalle ore 8.30 alle ore 12.30 gli organizzatori della mostra emetteranno due cartoline dedicate ai prigionieri italiani della Grande Guerra, che saranno affrancate con un annullo filatelico speciale di Poste italiane.

Martedì 5 novembre, nella Biblioteca comunale di Imola, alle ore 20.30, si terrà la conferenza con video proiezioni sullo stato dei prigionieri italiani durante la Grande guerra. Relatore Carlo Perucchetti, professore d’orchestra e violinista, appassionato ricercatore di musica e storia nella cultura popolare, e musica e canti riferiti alla Grande guerra.

La mostra rimarrà aperta ad ingresso libero fino al 10 novembre (orario 10-12/15-18).