Imola. “Arrivederci amore ciao” è il titolo che Seacoop ha voluto dare per la serata di chiusura del Centro giovanile Cà Vaina, che la cooperativa sociale gestisce dall’ottobre del 1996. Una festa, che si terrà il 16 novembre prossimi, a cui parteciperanno utenti, band e Dj e che si preannuncia ricca di emozioni, per salutare un’esperienza amata da molti frequentatori, che stanno inviando la loro riconoscenza via social. Una vera eccellenza del territorio e che, per scelta dell’Amministrazione comunale, si fermerà senza che venga definito come e quando proseguirà. Una storia che si interrompe in un modo che Seacoop definisce “poco rispettoso del lavoro di uno staff di nove operatori e di un indotto di collaborazioni professionali di una trentina di persone, per la gestione delle attività”. Oltre al funzionamento delle tre sale prova, dello studio di registrazione, del bar e dell’Informagiovani, anche centinaia di eventi culturali che hanno dato ai giovani e ai meno giovani l’opportunità di aggregarsi, confrontarsi, fare cultura e vivere momenti di socialità coinvolgenti e sicuri. Sono circa 5 mila le persone che ogni anno frequentano il Centro, come utenti o come fruitori di intrattenimenti.

Cà Vaina Imola

Seacoop, investendo risorse proprie, aveva assicurato la gestione della struttura in deroga del bando, scaduto a fine 2018, per dar modo alla Giunta di elaborare e proporre un nuovo bando di gestione per gli anni a venire, garantendo alla comunità la prosecuzione del servizio, nello spirito di sussidiarietà che contraddistingue la cooperazione sociale. L’Amministrazione, invece, ha scelto in modo unilaterale di non dialogare e ha deciso di comunicare la propria decisione attraverso i giornali e i social giustificandola con la necessità di svolgere non ben precisati lavori che, se proprio necessari, si potevano eseguire durante la chiusura estiva o comunque si poteva parlarne durante gli incontri di verifica. In questo modo molti utenti che attualmente utilizzano i servizi del centro e dell’informagiovani, saranno costretti a soluzioni di ripiego o a cercare sistemazioni in strutture private o in altre città. Ora, con il prospettarsi del commissariamento del Comune a seguito delle annunciate dimissione della sindaca, il futuro di Cà Vaina è quanto mai nebuloso e preoccupante.

La lettera aperta di Seacoop
Il 16 novembre faremo una grande festa al Centro giovanile Cà Vaina per abbracciare i tanti che vorranno essere con noi a salutare una grande esperienza che ha dato tanto alla comunità e che ora si interrompe per decisione unilaterale dell’Amministrazione comunale.

Seacoop gestisce il centro Cà Vaina dall’ottobre 1996. Dal 2012 la struttura si è rivoluzionata: con il trasferimento della scuola di musica moderna comunale in altra sede è stato necessario dare un nuovo senso a questo patrimonio della collettività. E così è stato, Abbiamo lavorato per trasformare un contenitore in un luogo di attività culturali. Un luogo in cui tanti ragazzi si sono incontrati con la curiosità e la voglia di fare della giovane età che qui ha trovato il modo di esprimersi in tante attività e occasioni di confronto. Oggi quei ragazzi sono cresciuti e molti di loro hanno fatto tresore delle esperienze di Cà vaina nella loro vita di adulti.

Come sono andate veramente le cose? Seacoop gestiva il Centro giovanile Cà Vaina in virtù di un bando pubblico di tre anni più altri tre anni rinnovato sulla base dei risultati e degli indici di gradimento documentati nonché dell’impiego ottimale delle risorse pubbliche, alle quali si sono aggiunte importanti risorse nostre, perché è nei nostri valori di cooperativa sociale restituire alla comunità parte di ciò che riceviamo dalla comunità attraverso il nostro lavoro.

Il bando scadeva il 31 dicembre 2018 ma, siccome l’Amministrazione comunale non è stata in grado di emettere un nuovo bando, vi sono state due proroghe, la prima fino al 30 giugno e la seconda fino al 16 novembre. Durante questo periodo in proroga non abbiamo mai ridotto le nostre performance di servizio e abbiamo continuato a investire, garantendo alla comunità la prosecuzione del servizio, nello spirito di sussidiarietà che ci contraddistingue.

Questo lungo periodo di proroga poteva e doveva servire per un dialogo fra il Comune e il gestore per approfondire, ascoltare gli operatori e gli utenti e raccogliere informazioni e suggerimenti per sviluppare ulteriormente il potenziale di questa struttura. Evidentemente dopo 23 anni di gestione professionale non siamo stati considerati interlocutori qualificati: eppure in 17 mesi di governo da questa giunta non abbiamo ricevuto alcuna osservazione.
La stessa assessora Claudia Resta, all’indomani del suo insediamento in Giunta, ci riconobbe pubblicamente che Cà Vaina era ben gestita.

Quindi qual era il reale obiettivo che guidava il Comune fino ad oggi? Se non fosse venuto meno il confronto e si fossero utilizzati questi mesi di deroga per assicurare stabilità e futuro del servizio oggi, con il prospettarsi del commissariamento del Comune a seguito delle annunciate dimissione della sindaca, il futuro di Cà Vaina non sarebbe così nebuloso e preoccupante.

Confrontarsi con i gestori che conoscono una struttura e le sue complessità in profondità non deve essere un tabù per un amministratore comunale. Anzi, deve essere un’occasione per valutare ed eventualmente correggere se necessario, un servizio reso ai cittadini.

Tutto questo si poteva fare, c’era il tempo di farlo, in attesa di un nuovo bando. Un bando che noi di Seacoop avremmo valutato serenamente dal punto vista imprenditoriale e sociale e al quale, forse, avremmo potuto partecipare, in gara con tutti gli altri soggetti interessati a gestire questa eccellenza chiamata Cà Vaina.
E invece in tutti questi mesi abbiamo incontrato sporadicamente i rappresentanti comunali e molte nostre domande inviate anche alla pec del Comune, sono rimaste senza risposta.
Non stiamo parlando di incontri nelle segrete stanze, sia ben chiaro. Parliamo di qualcosa che riteniamo doveroso: il confronto fra un ente pubblico e il soggetto che ne gestisce un servizio. Questa Amministrazione non ha sempre parlato di partecipazione?

Una mancanza di rispetto per i lavoratori e i cittadini. Abbiamo appreso molte decisioni prese dall’Amministrazione comunale, sul futuro di Cà Vaina, attraverso la stampa o leggendo post o commenti sui social.
Quando abbiamo letto che il 16 novembre il Centro chiuderà, su richiesta del Comune, ci siamo adoperati per avere istruzioni sul passaggio di consegne e sull’aggiornamento dell’inventario. Il nostro staff si è messo al lavoro per produrre l’inventario nel minor breve tempo possibile in quanto ci era stato comunicato che doveva essere allegato al nuovo bando. Parliamo di uno staff di nove persone a cui si aggiungono una trentina tra consulenti e vari professionisti intervenuti per assicurare le centinaia attività che abbiamo svolto in questi anni, che hanno attratto una media di 5 mila persone ogni anno.

Lasciare dei lavoratori senza informazioni su cosa ne sarà del loro posto di lavoro non è solo irrituale e ai limiti della correttezza istituzionale (ricordiamo che parliamo di una struttura pubblica). Noi crediamo che sia una vera e propria mancanza di rispetto che un amministratore comunale non possa permettersi.

Prima di chiudere le porte e consegnare le chiavi al Comune, invitiamo tutta la città alla nostra festa, sabato 16 novembre dalle ore 17…. L’abbiamo intitolata “Arrivederci amore ciao” e ci sarà tanta musica dal vivo, con band storiche e recenti, ci saranno i Dj, ci saranno le immagini che ripercorrono la storia del Centro e ci saranno i video-messaggi d’amore e di riconoscenza che tanti utenti ci stanno mandando. Ci sarà ovviamente da mangiare e da bere.
Saremo allegri, nonostante tutto, perché siamo consapevoli che abbiamo fatto un buon lavoro, abbiamo reso felici molte persone e ci siamo stati, sempre, quando c’era bisogno di uno spazio, di dar vita a un’idea, di dare una mano alla comunità. Grazie, davvero, a tutti.

(Seacoop cooperativa sociale)