9.11.1989. A Berlino Berstein dirige una nona sinfonia di Beethoven interrotto più volte da scroscianti applausi e Rostropovic, il più grande violoncellista del secolo scorso, suona sulle rovine del Muro la “Gavotta in mi maggiore Bwv 1006” di Bach.

Se li si guarda dall’alto, gli uomini sembrano piccole formiche indaffarate. Corrono e si agitano tanto da apparire ben certi della loro destinazione, della loro scelta. Ma la scelta, fin troppo spesso, appare come un modo di dire, come un modo di vedere le cose che non tiene ben conto dei tanti dettagli tutto attorno. Così, gli uomini si convincono di scegliere, ma le strade che percorrono altro non sono che le uniche che a loro restano, le sole a disposizione. Così, il 9 novembre di trent’anni fa, accadeva ciò che era naturale che accadesse e che per troppo tempo la stupidità dell’uomo aveva cercato di contrastare. Piccole formiche.

Foto tratta dalla mostra “Berlin, Brandenburger Tor 1989” di Massimo Golfieri

1945: fine della seconda guerra mondiale. Inizio della ricostruzione e calata della cortina di ferro.

1948: forse l’anno più importante e significativo nella comprensione del fenomeno. In Cecoslovacchia Klement Gottwald, agli ordini di Mosca, diviene padrone del governo; epurazioni, arresti; Màtyàs Ràkosi a Budapest; processi farsa, impiccagioni, fosse comuni segrete.

1949: Stalin cerca di prendere Berlino Ovest per fame: il ponte aereo americano la salva.

1956-61: denuncia del “terrore” di Stalin e un accenno di speranza (di breve durata); repressioni in Polonia; invasione da parte dell’Unione Sovietica dell’Ungheria: morti e assassini a migliaia; fuga di massa verso l’Austria.

1961: operazione “Rose” nella notte tra il 12 e il 13 agosto con la nascita del Muro; sotto la direzione del giovane Erich Honecker i lavori di erezione procedono di buona lena; iniziano i tentativi di fuga, le morti sul muro e nella zona “franca”.

1964: Kruscev viene destituito da Breznev

1968: la primavera di Praga; Alexander Dubcek tenta alcune riforme; invasione di Praga con 600.000 soldati, oltre 5000 carri armati e migliaia di caccia.

1969: Jan Palach e Jan Zajic si immolano con il fuoco; Ceausescu governa con il terrore; 1970 rivolta a Danzica; 1975 conferenza Europea a Helsinki sui diritti umani; Charta 77 fondata fra gli altri da Vàclav Havel ma il regime risponde con arresti, espulsioni.

1980: nasce Solidarnosc a Danzica guidata da un certo Lech Walesa; minacce di invasione sospingono Wojciech Jaruzelski verso una dura repressione.

1985: l’ascesa di Gorbaciov (firmatario di Carta 77) è irresistibile: vento nuovo tranne in Ddr e Romania.

1989: una fiamma in Varsavia; elezioni “quasi libere” vedono il trionfo di Solidarnosc; in Ungheria i simpatizzanti di Gorbaciov aprono le frontiere: fuga di massa;

1989 24 ottobre: Honecker si dimette; immense piazze di manifestanti chiedono la riunificazione delle due Germanie; il 9 novembre Berlino est apre i varchi nel Muro; in Romania i soldati mitragliano Ceausescu e sua moglie dopo un breve processo; è la fine di un impero

E così, per quarantacinque l’uomo ha cercato di imbrigliare, di sottomettere, di intimidire, di punire la volontà dell’uomo di essere uomo. Quasi fosse possibile invertire il corso dell’acqua. La fine di una idea pazza, non degna dell’uomo. Ma di quale uomo? Questa è la domanda che occorre fare a noi stessi a trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino quel 9 novembre per evitare che altri muri abbiano a compiersi, che altre menti non degne di uomo abbiano a creare confini e ostacoli vergognosi per l’uomo stesso.

Per tutti gli uomini di ogni colore, di ogni religione ed etnia. Perchè le differenze non esistono se non nella nostra mente malata, perchè la scelta che compiamo sentendoci diversi ci appare come l’unica scelta possibile, a guardia del nostro effimero benessere, a protezione della nostra protervia, arroganza, stupidità. Tutti in fila come le piccole formiche incapaci inconsapevolmente di mutare direzione, percorso. Piccole formiche.

(Mauro Magnani – Le foto sono tratte dalla mostra di Massimo Golfieri “Berlin, Brandenburger Tor 1989” in corso allo studio Cenacchi di Bologna).