Imola. Se n’è andato in silenzio qualche giorno fa, dopo un breve ricovero in ospedale nel reparto di Medicina.
Tutti, in città, conoscevano Roberto Mezzini, il “Mez”, caratteristico personaggio imolese che negli ultimi trent’anni si era fatto conoscere da diverse generazioni di imolesi, andando in giro quasi senza vestiti, a bordo di una bicicletta dotata dei pedali all’altezza del manubrio, sua personale invenzione.

Roberto Mezzini

Con gli anni, le scorribande con la bici, e la sua presenza nei parchi giochi, si erano vistosamente ridotte. Il precario stato di salute si era manifestato negli ultimi anni e le apparizioni di Mezzini si così via via diradate.

Personaggio tra i più conosciuti della città, negli anni Settanta aveva deciso di vivere come un hippy e di abbandonare il consueto modo di vivere praticato dalla grande maggioranza della gente. Viveva in un attico nel centro di Imola vicino a Porta Montanara, dove fino ad una decina di anni fa suonava la batteria e riparava biciclette. Poi, verso il 2009, si era ritirato e aveva scelto di vivere quasi come un recluso.
Mezzini era conosciuto in città anche per la sua cultura, aveva fatto anche il liceo classico, e per il suo modo eccentrico di vestirsi. Laureato al Dams di Bologna, in regia, fu anche invitato da una televisione. Mezzini, però, narra la leggenda si sia presentato negli studi proprio come viveva nel quotidiano. A torso nudo, scalzo, rifiutandosi di vestire in un modo che non gli apparteneva.

(Aris Alpi)