Il vicesindaco Patrik Cavina

Imola. Almeno un centinaio di persone nella piccola sala Cappuccini in quella che è stata la prima uscita pubblica, aperta a tutti i cittadini, del Movimento 5 stelle dopo le dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi sono un balsamo per i pentastellati. Anche se molti fra i presenti, ovviamente, sono molto arrabbiati. Come non esserlo dopo tutto quello che è successo con la sindaca su tutti i mass-media ad attaccare pesantemente il M5s che ha lasciato in tronco e in pessimo modo?

A tentare di disinnescare il malcontento è stato il vicesindaco Patrik Cavina dicendo che bisogna ripartire dalle cose buone fatte negli ultimi 15 mesi e da quelle che si possono ancora fare negli ultimi giorni di mandato (a meno di clamorosi e poco probabili ripensamenti della sindaca, ndr), dicendo che in cinque anni al governo non si può attuare tutto il programma elettorale, ma solamente una piccola parte. Cavina è stato sostenuto da Gabriele Betti e in parte pure dal consigliere comunale “ribelle” Fabrizio Favilli, ma buona parte della platea non ha gradito il suo tono e i suoi contenuti ecumenici. Molti hanno detto di avere diritto, prima di “ripartire”, a sapere esattamente cosa è successo fino in fondo, a chiarimenti ulteriori che vanno dati ai simpatizzanti, agli elettori, ma soprattutto ai cittadini per cercare di riacquistare almeno una parte della credibilità inevitabilmente persa. Qualcuno è arrivato a chiedere che dopo il 18 novembre, quando dovrebbero tutti decadere dalle cariche, i vertici del M5s locale facciano una conferenza stampa per spiegare tutto, rispondere ai tanti attacchi arrivati dalla Sangiorgi e progettare un cammino fino alle elezioni amministrative di primavera.

Molto applaudito l’intervento focoso dell’ex assessore e pretore Ezio Roi che ha ripetuto più volte “la questione è politica, da tale punto di vista va spiegato perché sono stato rimosso a favore di un altro personaggio. Tanta gente si è rivolta a noi, delusa dai partiti, chiedendo partecipazione e trasparenza, scelte coerenti, ambientalismo ed ecologia. Dobbiamo tornare al più presto ai nostri ideali e principi, se no la gente non ci capirà mai più”.

Altri, come la presidente del consiglio comunale Stefania Chiappe, hanno ribadito il loro pensiero: “Le diverse opinioni andavano espresse nelle riunioni di maggioranza, magari arrabbiandosi molto, ma non uscire all’esterno nei mass-media e nelle istituzioni”. Qualcuno dal pubblico le ha fatto notare che era una modalità da comitato centrale del partito comunista di stampo sovietico, non da M5s. Mario Zaccherini, Alfredo Sambinello e altri hanno spinto sul tasto delle speranze disattese in materia di autodromo e di discarica.

Par di capire che Cavina farebbe molto volentieri il prossimo candidato a sindaco del Movimento 5 stelle. Meno probabile Favilli che comunque i galloni se li sarebbe conquistati, praticamente impossibile Roi anche se sarebbe suggestivo vederlo duellare nei dibattiti pre-elettorali con due probabili candidati a sindaci di centrosinistra e centrodestra: rispettivamente Marco Panieri e Daniele Marchetti.

Intanto l’ex capogruppo Andrea Cerulli è passato definitivamente a Fratelli d’Italia dopo che Fabiano Cavina, da mesi, era entrato nella Lega.

(m.m.)