Imola. Pare proprio che, a meno di ripensamenti dell’ultima ora, la delibera relativa alla Variante n. 3 al Regolamento urbanistico edilizio (Rue) non sarà portata nell’ultimo consiglio comunale del 13 novembre prima delle dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi.

“Esprimo a nome dell’Aite  la delusione per il mancato inserimento nell’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale, fissato per mercoledì 13 novembre – scrive il presidente dall’Aite (Associazione  indipendente  tra ingegneri , architetti , dottori agronomi , geometri, periti industriali, periti agrari e geologi) -. Avendo appreso questa mattina della decisione della giunta di non portare in consiglio comunale l’oggetto in questione, ci rivolgiamo nuovamente all’attuale Amministrazione comunale affinché prevalga il senso di responsabilità verso la comunità imolese. Considerando la possibilità prevista dall’art.48 del regolamento del consiglio comunale di aggiungere in via d’urgenza provvedimenti all’odg già stabilito, rinnovo la nostra richiesta di portare in aula la delibera in questione. Invitiamo comunque tutti i cittadini a essere presenti al consiglio comunale del 13 novembre alle 17.30″.

L’Aite parla di giunta, ma non è del tutto corretto. I tre assessori da sempre nel Movimento 5 stelle, ben prima dell’arrivo della Sangiorgi, Patrik Cavina, Claudio Frati e Claudia Resta hanno a loro volta dichiarato sui loro profili Facebook l’assoluta importanza e necessità di portare e approvare nell’aula di piazza Matteotti la Variante n. 3 al Rue riveduta e corretta. Gli altri tre, compresa la titolare dell’Urbanistica Paola Freddi, finora sono rimasti in silenzio. Quindi, se la Variante così importante per tecnici e imprese dell’edilizia non andrà nel Consiglio del 13 novembre, sarà soprattutto per volere della sindaca che ne avrà probabilmente discusso con la presidente dell’assemblea Stefania Chiappe. Non si capiscono i motivi reali di tale gesto che va contro la città, come più volte denunciato nei giorni scorsi anche dai consiglieri del Pd Roberto Visani e Marco Panieri.

Si vedrà, sia in caso di ripensamento sia in caso di no al dibattito sulla Variante, si assisterà all’ultimo colpo di scena in una seduta che si preannuncia di fuoco.

(m.m.)