Imola. Si tratta di una realtà. Una preziosa realtà. Dalla collaborazione tra l’Accademia musicale Chigiana di Siena e L’Accademia di Imola “Incontri con il Maestro” è nata un unico insieme di altissimo valore, un sicuro riferimento per il mondo dell’alto perfezionamento musicale. Da questa Istituzione usciranno i grandi interpreti musicali del domani, ragazzi che diverranno Maestri in grado di regalarci preziosi ascolti di musica cameristica e sinfonica: un regalo di immenso valore che ci arricchisce. Sarà compito di tutta la comunità comprenderne l’alto valore, la grande ricchezza e la profondità della cultura che tale azione racchiude al proprio interno.

Di tutto ciò abbiamo avuto occasione di parlare con il Maestro Franco Scala e ancora una volta, durante l’incontro, abbiamo avuto la sensazione di trovarci in una profonda immersione nel mondo musicale, nella complessità dell’istruzione della materia, nei segreti della scelta della strumentazione e, in una sola parola, nella musica.

Ci è stato d’obbligo portare al Maestro le nostre congratulazioni dopo aver avuto modo di assistere al primo concerto della diciassettesima edizione de “I concerti dell’Accademia”, ove abbiamo potuto ascoltare due giovanissimi talenti impegnati in un programma intenso e non certamente di facile esecuzione: due sonate per violino e pianoforte di L.v. Beethoven (una famosissima l’op. 24 n°5 “La Primavera”) e un pezzo “virtuosistico” e modernissimo di A. Schnittke dedicato a Paganini.

Giuseppe Gibboni (2001) si è rivelato in possesso di una tecnica matura e decisa, capace di una forza espressiva non certo comune in un ragazzo di appena diciott’anni, una sicura promessa nel proseguire del suo studio e perfezionamento finalizzata a performance di alto livello nell’arte del violino; Stefania Radaelli, che lo ha accompagnato al pianoforte non è stata una sorpresa: le sue interpretazioni come solista con numerose orchestre (per citarne alcune: Rai, Orchestra da Camera di Padova, la Sinfonica di San Remo, ecc. e le sue presenze in molte sedi prestigiose – Boston , Berlino, Londra, Hong Kong, Milano – hanno raccolto consensi decisi. La sua capacità di assecondare il violino solista con grazia e misura, unita al suo alto spicco di qualità negli a-solo ne hanno fatto un piacere dell’ascolto. Abbiamo discusso con il Maestro dei limiti nella qualità dell’ascolto nella Sala Mariele, dove, particolarmente, il suono delicato e finissimo del violino tende ad essere sovrastato dalla maggiore “potenza” degli altri strumenti: tre concerti della Stagione appena iniziata verranno tenuti nel teatro Ebe Stignani (concerti con solista ed orchestra) dove sicuramente la diffusione del suono raggiunge qualità decisamente superiori.

Il sincero ringraziamento al Maestro Scala per il suo impegno e lavoro nella diffusione della musica e nella creazione di nuovi talenti in grado di presentarcela non vuole e non deve essere considerato quale gesto d’obbligo, ma un grato segno di riconoscimento per una vita spesa per e nella musica di altissimo livello.

Alberto Ferro ed Emanuela Mosa

Prossimo appuntamento dei concerti dell’Accademia martedì 19 novembre, dove ascolteremo Emanuela Mosa (violoncello) e Alberto Ferro (pianoforte) che ci faranno ascoltare tre quartetti di Beethoven (nel 2020 250 anni dalla nascita del grande musicista di Bonn: una serata da non mancare.

(Mauro Magnani)