Imola. La Consulta Ambiente intende rimanere vigile e attiva anche dopo la fine del mandato della sindaca Manuela Sangiorgi, previsto a giorni, perché le emergenze ecologiche sono ancora reali e importanti da seguire. I temi più “caldi” sono ancora l’autodromo, la Variante n. 3 al Rue che non sarà discussa nel consiglio comunale del 13 novembre e la discarica di via Pediano. Senza dimenticare una proposta per ridurre l’uso della plastica nelle aziende private e pubbliche.

Autodromo – La presidente del comitato Eddi Dolcetti mette in evidenza come “l’autodromo a poche centinaia di metri dal centro storico sia una grave fonte di inquinamento, soprattutto acustico, per le abitazioni vicine, centri didattici interni e il parco delle Acque minerali. In un primo momento, l’Amministrazione Sangiorgi era orientata a far diminuire le giornate rumorose e invece il 2019 è stato un ‘annus horribilis’ con un forte incremento delle giornate rumorose rispetto al 2018 pure in contrasto con le linee di indirizzo di Ausl e Arpae. Chiediamo che il calendario di pista 2020 di Formula Imola sia programmato nel solco dei miglioramenti conquistati fino al 2018, che sia incentivata la polifunzionalità dell’impianto, che non siano organizzate gare e prove libere con veicoli sportivi ‘storici’ poiché eccessivamente inquinanti e con pubblico praticamente nullo. Inoltre Formula Imola trasmetta mensilmente i dati relativi al monitoraggio ad Arpae come prassi consolidata fin dal 2003”.

Variante al Rue – “Si tratta dell’unico atto sottoposto al parere della Consulta – precisa Massimo Bolognesi – e siamo stati lesti a terminare i nostri suggerimenti anche perché ha una finalità generale in parte condivisibile. Però attenzione, le cantine non devono avere la Tv, le lavanderie non possono essere dotate di servizi igienici e le soffitte devono essere sovrastanti l’ultimo piano e direttamente a contatto con la copertura dell’edificio. L’efficienza energetica degli edifici con il ‘cappotto’ è da rivedere. Positive le nuove norme per i centri commerciali poiché il Comune può decidere su parcheggi, strade e verde pubblico. In centro storico, suggeriamo che gli infissi siano in legno e non in altri materiali”.

Discarica – “La discarica è chiusa ufficialmente dal 10 gennaio 2018 e anche l’ampliamento pare sia stato abbandonato – sottolinea Alessandro Buscaroli -. Dunque si è interrotto il conferimento di rifiuti, ma rimane in atto un trattamento meccanico biologico di pattume che poi viene portato a due inceneritori in provincia di Bologna e Forlì. Ciò crea ancora un forte movimento di camion rendendo pericolosa e inquinata via Pediano. Il 31 maggio del 2018 si è conclusa la bonifica ed è partito il monitoraggio. I dati dicono che persiste una forte contaminazione delle acque con solfati, ferro, manganesio, nitriti e altro in maniera  molto più consistente rispetto a quanto previsto dalle normative e inoltre Arpae è lentissima nel pubblicare le analisi, le ultime visibili risalgono al 6 novembre 2018 e non si sa nulla sulla gestione post – mortem della TreMonti. La Consulta chiede quindi un Tavolo di sorveglianza sanitaria”.

Plastica – “L’idea è quella di ridurre il consumo di plastica ‘usa e getta’ sul territorio – spiega Piero Morsiani -. Si tratta di invitare pubblicamente le aziende a eliminare i bicchieri di plastica nei distributori di bevande calde o fredde acquistando contestualmente tazzine in ceramica da distribuire ai propri dipendenti. Chi aderirà dovrà essere adeguatamente pubblicizzato sui canali del Comune e della Consulta”.

Si può essere d’accordo o, in parte, dissentire dalle analisi e dalle proposte fatte dai gruppi di lavoro della Consulta Ambiente, ma non si può certamente non riconoscere che se fossero molti di più i cittadini disposti a impegnare così tanto tempo libero sui temi dell’ecologia Imola sarebbe una città migliore. E pure il mondo ne trarrebbe giovamento, le grandi manifestazioni dei giovani in difesa dell’ambientelo chiedono a gran voce.

(m.m.)