In ogni racconto che si rispetti, dall’ottocento fino al grande boom economico, troveremo storie ambientate davanti a questo protagonista della vita contadina.


Il focolare era il vero centro motore della casa di campagna di una volta. Senza di lui non ci si poteva scaldare, non si poteva cucinare e non ci si faceva compagnia. Il fuoco univa, nella miseria che imperversava in gran parte delle famiglie contadine. Davanti al fuoco, in una fredda serata invernale, il nonno raccontava le leggende di paese, tramandate di generazione in generazione.
Al calduccio, illuminati da un’enorme fiamma gialla, all’insegna della spensieratezza, nei momenti che seguivano la cena del sabato sera. Tra giovani, nelle brezza create dal rimescolo di liquori caserecci, si raccontavano racconti di paura o di fantasmi. Guy De Maupassant ne ha lasciati parecchi, molti di essi cominciano proprio dal grande focolare. Per arrivare in un cimitero, o in un sentiero buio e sterrato,un tempo unico collegamento possibile dal paese fino al cascinale.
Il camino riusciva poi a restituirci la fiamma, da spento, il mattino successivo. Le donne si svegliavano di buon mattino, per poter riuscire a ravvivare il focolare in tempo per il risveglio dei figli. Si inginocchiavano davanti al grande camino, soffiando, a volte per ore. Non dandosi per vinte di fronte alla riluttanza di quel mucchio di ciocchi, diventati ormai cenere, nel rilasciare altra fiamma calda.
Forse un tempo era un disonore aiutare la moglie. Del resto, la donna in casa faceva tutto, vero monumento insostituibile della famiglia.

“Ripensando al focolare rivedo mia nonna, gobbina, china davanti al focolare a soffiare sulle braci ormai consumate, momenti di vita che non si dimenticano” scrive Patrizia.
Certo, i ricordi di quelli che ora possono avere sessanta, settant’anni possono godono ancora della presenza del grande focolare.
Non le nuove generazioni, cresciute già con il riscaldamento, il benessere, la televisione.
Il focolare era la televisione d’una volta. Illuminava, scaldava, capace anche di ridare ispirazione a chi se ne accompagnava.

“Anch’io ricordo sempre mamma che la sera, là nel vecchio casolare,ricopriva di cenere tutti i carboni rimasti sì che al mattino poi l’avvio del fuoco era di molto agevolato.” ricorda Leonardo.

(Aris Alpi, con la collaborazione di “La Campagna appena ieri”)