Imola. L’assenza della sindaca Manuela Sangiorgi e dei suoi fedelissimi in giunta Andrea Longhi e Paola Freddi da quello che potrebbe essere l’ultimo consiglio comunale di un breve e travagliato mandato è un brutto segnale fin dall’inizio.

Davanti a oltre un centinaio di persone di pubblico, si è cominciato con la comunicazione sul complesso sportivo del palaRuggi. Il consigliere e segretario del Pd Marco Panieri va giù duro: “Peccato per l’assenza della sindaca, doveva metterci la faccia perché è stata lei a dare gli indirizzi ‘tecnici’ ad Area Blu sulla prossima gestione della piscina e non solo. Si tratta di indirizzi che riducono la presenza del settore pubblico e ne lasciano di più a quello privato, così le corsie potranno non essere utilizzate pienamente. Speriamo che il commissario che arriverà in città cambi tali linee coinvolgendo le società sportive a cominciare da Imolanuoto”. Sulla stessa linea Fabrizio Castellari, sempre del Pd: “Una gestione del palaRuggi principalmente commerciale è una follia, chi tocca questo non vuole il bene di Imola”.

Più preciso Fabrizio Favilli, leader dei “ribelli” del Movimento 5 stelle anche se ora pare parlare a nome di tutti: “La nostra città non ha nulla da invidiare a nessun’altra nel settore sportivo. Subito dopo l’insediamento, io che come consigliere avevo la delega allo Sport e l’ex assessore Maurizio Lelli preparammo una delibera che assegnasse gli spazi solamente alle società in regola con i pagamenti, ma tale atto fu rifiutato dalla sindaca che su tale argomento ha sempre avuto una particolare sensibilità. Poi noi presentiamo una mozione da discutere in Consiglio, ma la sindaca fa un atto unilaterale proprio poche ore prima delle sue dimissioni. Quindi, la Sangiorgi caccia un assessore allo Sport e traccia delle linee di indirizzo sul palaRuggi in evidente conflitto di interessi visto che il suo compagno Simone Carapia (capogruppo della Lega assente anch’egli ieri, ndr) lavora per una società che si occupa della gestione di impianti sportivi”.

Caustica Carmela Cappello di Imola guarda avanti: “La sindaca e la giunta in questi 16 mesi hanno distrutto tutto quello che hanno toccato. Deve essere chiaro che la nuova gestione del palaRuggi potrà decidere le tariffe da pagare per chi ci andrà a nuotare e Imolanuoto difficilmente riuscirà ad avere il Centro federale sul quale si stava lavorando da anni con copertura della piscina olimpionica”.

In chiusura di tale tema, l’assessore Claudio Frati, ormai rimasto presente sui banchi della giunta solamente con Claudia Resta, prende la parola: “In giunta era arrivata un’informativa sul fatto che la delibera sarebbe stata rivista, o così pare, ma non c’è. Comunque, come assessori siamo favorevoli a una mozione che revochi l’atto di indirizzo della sindaca voluto in modo curioso due ore prima di dimettersi dalla sua carica, peraltro senza avvertirci che avrebbe lasciato il suo posto. Chiederemo una giunta per la revoca di quell’atto di indirizzo”.

Si passa alla Variante al Rue. Il capogruppo Pd Roberto Visani nota ironicamente che “ora siamo tutti all’opposizione della sindaca, anche la giunta. La Variante, inizialmente capestro per tecnici e imprese del settore, è stata modificata con l’unanimità di tutte le forze politiche, poi in aula la giunta ha ritirato la delibera. Abbiamo chiesto a gran voce di ripresentarla, quindi abbiamo scritto al Prefetto di Bologna”.

Daniele Marchetti della Lega rimarca “le troppe restrizioni sulle superfici accessorie, tuttavia l’ultima versione l’avremmo votata. Possiamo però fare ancora qualcosa in consiglio regionale, chiedere tutti, e mi rivolgo al Pd in particolare, che l’Emilia Romagna detti linee chiare ai Comuni”.

La Cappello è scatenata: “Serve un consiglio comunale d’urgenza, anche domenica 17 novembre se necessario, per approvare la Variante al Rue. Mi appello al segretario generale e agli assessori”. Favilli ricorda che “io e altri consiglieri del Movimento 5 stelle abbiamo aderito al volo all’idea di tenere un altro consiglio comunale allo scopo. A tutt’ora ci sono ancora dei consiglieri M5s che non hanno ancora firmato l’atto di sfiducia alla Sangiorgi”. Panieri rincara la dose: “Questo è un dispetto, una cattiveria verso la città che ha bisogno di approvare la Variante per andare avanti”.

Tutti d’accordo o quasi, dunque. Quindi si chiede un parere al segretario generale Andrea Fanti sulla possibilità di convocare un altro consiglio comunale prima della fine del mandato: “L’importante è che l’atto venga firmato entro il 18 novembre,la decisione di convocare un altro consiglio comunale spetta alla presidente dell’assemblea”, è la risposta. Ovvero a Stefania Chiappe che si era assentata un po’, ma poi torna: “Entro stasera o domani deciderò, sentiti alcuni pareri, se convocare un’altra seduta”. Probabilmente proprio lunedì 18 novembre. La speranza è l’ultima a morire.

A giudicare dagli interventi, sono parsi già in campagna elettorale per le amministrative della prossima primavera Panieri per il centrosinistra, Marchetti per il centrodestra e la Cappello che, se probabilmente non riuscirà a essere candidata a sindaco per il centrosinistra, al primo turno potrebbe essere appoggiata da una lista civica e da un nascente partito di centrosinistra.

(Massimo Mongardi)