Da sinistra Patrik Cavina, Manuela Sangiorgi, Claudio Frati, Claudia Resta e Daniele Baraccani quando erano all’opposizione

Imola. Ci provano i tre assessori doc del Movimento 5 stelle Patrik Cavina, Claudia Resta e Claudio Frati a dissociarsi in extremis dalla sindaca dimissionaria Manuela Sangiorgi, ma la loro reazione è davvero troppo tardiva.

Raccontano, i tre, che le linee d’indirizzo sulla gestione futura del palaRuggi e in particolare della piscina sono state approvate dopo una forte discussione in giunta e con alcune modifiche alle pretese della Sangiorgi proprio il pomeriggio di lunedì 28 ottobre, prima di andare sul palco di piazza Matteotti dove, dopo averli fatti parlare, la sindaca si è dimessa a loro insaputa. Perché non hanno chiesto il giorno dopo una giunta immediata minacciando le loro dimissioni? Risposte vaghe.

Ora Cavina, Resta e Frati chiedono alla Sangiorgi di convocare una giunta nell’ultima data utile, lunedì 18 novembre, ma le possibilità sono ridotte al lumicino. Ci sarebbero tante cose da fare, in primis rivedere le linee sul palaRuggi, ma pure decidere il rifacimento del tetto con i pannelli della Rsa “Fiorella Baroncini”, approvare lo studio di reinternalizzazione del Verde pubblico, aggiornare il piano delle assunzioni nel settore scuola e altro ancora. Libro dei sogni come la seduta del consiglio comunale sulla Variante al Rue non convocata dalla presidente dell’aula Stefania Chiappe, fedelissima della sindaca.

“Non è stato semplice convivere con la sindaca in questi 16 mesi – ammette infine la Resta – per molteplici motivazioni fra le quali i suoi frequenti cambiamenti di umore. Soprattutto il rammarico è stato il fatto che non ha fatto gruppo, si tratta di una mancanza enorme, sia in giunta sia fra i consiglieri comunali di maggioranza sia fra gli attivi pentastellati. Avremmo potuto aiutarla molto e invece…”.

Ora non resta che raccogliere i cocci, Cavina, Frati e Resta rimarranno nel Movimento 5 stelle anche se al momento non dicono, e forse non sanno nemmeno loro, in quale ruolo. Qualsiasi cosa succeda alla mezzanotte di lunedì 18 novembre, comunque si dimetteranno irrevocabilmente.

(m.m.)