Imola. L’ultima “cattiveria” prima di andarsene, salvo colpi di scena, del tutto gratuita. Nel pomeriggio del 18 novembre la sindaca Manuela Sangiorgi, a poche ore dalle sue dimissioni, ha sfiduciato il suo vice, Patrik Cavina, togliendogli tutte le deleghe. Uno “sfregio” politico, visto che Cavina fino all’ultimo era stato fin troppo buono con lei arrivando solamente sabato scorso a muoverle qualche critica e annunciando le sue dimissioni irrevocabili insieme con gli altri assessori fedelissimi del Movimento 5 stelle, Claudia Resta e Claudio Frati, a partire dal 18 novembre. Ci avevano provato, a farle cambiare idea sulle linee di indirizzo relative alla gestione del palaRuggi e sulla Variante al Rue, fino all’ultimo, colpevolmente perché dovevano aver capito da un pezzo che con la loro “principale” non ci sarebbe stato nulla da fare.

Ma la sindaca evidentemente non ha gradito affatto. Come se ce ne fosse ancora bisogno, fa dell’altro male al Movimento e annuncia via Facebook le sue dimissioni considerandosi, per l’ennesima volta in modo oltremodo noioso, “vittima del Pd e di parte dei pentastellati” che non l’hanno aiutata a fare il bene della città. E’ stata lei a non essere stata capace e a non aver voluto fare il bene della città e del territorio del circondario. Certamente i sindaci del Pd non le hanno steso un tappeto rosso, ma c’era da aspettarselo. La Sangiorgi poteva comunque cercare maggiormente la mediazione, che in politica non è una brutta parola, con loro e con il Movimento che l’aveva fatta vincere le storiche elezioni del 24 giugno 2018. Non ne è stata capace perché ha un carattere che cambia troppo spesso, perché si è affidata a legali invece che a politici, a portavoce inesperti e soprattutto perché si è fidata di chi la consigliava (male) fuori dal M5s, in particolare dal suo compagno Simone Carapia, capogruppo della Lega.

Non a caso la Sangiorgi ha chiuso il suo mandato nominando vicesindaco per una notte, al posto di Cavina, Andrea Longhi, una persona che probabilmente si presenterà nello schieramento di centrodestra alle elezioni amministrative della prossima primavera. E chissà se in quello schieramento non ci sarà pure lei, la sindaca. La città di Andrea Costa, primo deputato socialista a essere eletto nel Parlamento, deve vedere anche tale orribile pagina in una terribile notte di pioggia.

(Massimo Mongardi)