Imola, domenica 21 maggio 2023. Si preannuncia un testa a testa questa domenica elettorale. I candidati sono due: l’ex sindaca Manuela Sangiorgi che corre per il secondo mandato e un altro ex sindaco ed ex senatore, Daniele Manca che corre “responsabilmente”, dopo il suo incarico parlamentare, per riconquistare la città che diede i natali ad Andrea Costa “Apostolo del socialismo”.

E’ ormai storia passata quanto avvenne nell’autunno del 2019. Le dimissioni in piazza Matteotti della sindaca Sangiorgi. Inciampo transitorio di una splendida e risolutiva azione di governo della città che, poi, si è protratta per il triennio successivo con splendidi “e progressivi” risultati politici.

Va ricordato prima di tutti la nascita della società in house per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti urbani. Punto qualificante del programma del Movimento 5 Stelle imolese. Come non ricordare poi quanto fatto riguardo all’Autodromo. Il Ferrari in questi anni  è diventato, grazie ad una oculata politica costi/benefici, un vero fiore all’occhiello della città. Di nuovo conosciuta nel mondo per il suo nastro di asfalto. Le polemiche sui rumori e sull’inquinamento, oltre che sulle perdite di bilancio, sono acqua passata. L’amministrazione comunale ha risolto brillantemente il problema della rumorosità – che assillava i cittadini e pure questo punto qualificante del programma – e quello finanziario. La polifunzionalità della struttura è stata l’asse portante della visione politica. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Non vogliamo di certo tralasciare l’assunzione dei vigili urbani, altro punto del programma. Come dimenticare poi la lotta sull’acqua pubblica. Altro punto qualificante dell’azione politica. Come del resto i “piani di investimento straordinari per migliorare i livelli di sicurezza sismica in tutte le scuole del Comune di Imola”. O come, prendendo fior da fiore, “riportare il centro dell’attrattiva turistica alla rocca sforzesca”; “il portale di democrazia diretta” o, per non incensare oltre il lecito la “semplificazione del sistema (amministrativo?) intesa anche e soprattutto come riduzione dell’abnorme numero delle società partecipate”

Tutti obiettivi pienamente raggiunti in questi cinque anni di mandato. Eh già, queste visioni politiche avrebbero davvero messo in difficoltà il candidato del centro/destra/sinistra (così si chiamerà nel 2023 il rassemblement pur la republique) ma come sappiamo nulla di questo è avvenuto. La sindaca ha rassegnato le dimissioni, il Consiglio comunale è stato sciolto e un commissario prefettizio domani (19 novembre 2019) si siederà sulla poltrona di primo cittadino. Tutto rimane un libro dei sogni, purtroppo – per alcuni per fortuna – infranti.

Imola, i suoi cittadini, non meritavano di certo tutto questo. L’ultimo – se politicamente se la sente – spenga la luce.

(Verner Moreno)