Imola. Peggio di così non poteva finire, con uno spettacolo degno della peggiore commedia all’italiana. Già nel pomeriggio di oggi (lunedì 18 novembre) si erano sparse voci di un ritiro delle dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi, voci chiaramente fuori controllo che però lasciavano presagire qualche colpo di coda. Che c’è stato, infatti, è di poco minuti fa (a poche ore dallo scioglimento del Consiglio) la notizia del ritiro delle deleghe all’assessore Patrick Cavina. Roba da sganasciarsi dalle risate se non fosse tutto vero. E invece delle risate sorge un sentimento di compatimento per una persona che ha perso anche quel minimo di lucidità che servirebbe in questi momenti, soprattutto dopo aver fatto una figura davvero scadente come sindaca.

E di certo non ne escono bene anche i suoi compagni di cordata, quegli assessori che l’hanno sorretta troppo a lungo, viste le continue defaillance alle quali andava incontro la Prima cittadina.

Tanto che ora di fronte alle sue “scene” si trovano costretti a rispondere annunciando una diretta facebook. E per dire cosa? “Quello che avete visto nell’ultimo periodo non è la politica che intendiamo noi – ha affermato durante la diretta facebook Patrik Cavina -. Per noi la politica significa essere al servizio dei cittadini. Fin dall’inizio abbiamo detto che amministrare un Comune come Imola dopo 70 anni di monocolore non era facile. Non sarebbe stato facile migliorare e cambiare quello che c’è all’interno della macchina a amministrativa. Non ci siamo mai nascosti dietro un dito. Abbiamo cerato di fare capire che per cambiare servono almeno 5 anni e non tutto si riesce a fare in cinque anni. Quello che è successo non fa parte del M5s. Ringraziamo quelle 15.819 persone che hanno creduto e che crederanno ancora nel M5s. Noi tutti rimaniamo al servizio dei cittadini. Vi ringraziamo per averci sostenuto e vi chiediamo ancora di continuare a seguirci perchè con oggi non finisce questo progetto del M5s,  che continuerà a cominciare dalle prossime elezioni amministrative”.

Peccato che ciò che è successo ha fatto parte e fa parte del M5s, diremo che forse è genetico per come è nato, si è sviluppato e viene gestito quel movimento. Peccato, questa diretta, poteva essere un’occasione anche per chiedere scusa ai tanti cittadini che avevano creduto nelle proposte del Movimento, le quali, una dopo l’altra, sono state disattese. E’ legittimo chiedere ai cittadini di continuare a credere nel M5s, ma forse avrebbe avuto più forza farlo dopo aver chiesto scusa per questi mesi davvero tormentati. E se a staccare la spina fossero stati quegli assessori che oggi si sono presentati davanti ad una telecamera avrebbero potuto farlo con più forza e più credibilità.

(Valerio Zanotti)