Faenza. “Il caso Manzoni” è il titolo di un libro scritto dal faentino Fabio Mongardi che prese spunto da una vicenda accaduta nella notte fra il 7 e l’8 luglio 1945, in località Frascata, nel comune di Lugo, dove vennero brutalmente assassinati quattro componenti della famiglia dei conti Manzoni Ansidei (grossi proprietari terrieri e lontani parenti dello scrittore Alessandro Manzoni) e la loro domestica. Per quella strage saranno arrestati alcuni anni più tardi un gruppo di ex partigiani.

L’eccidio, le cui motivazioni non furono mai del tutto chiarite, provocò all’epoca forti polemiche e interrogazioni parlamentari. Ancora oggi si discute e ci si interroga sui motivi che spinsero quegli uomini, a guerra finita, a compiere quel gesto scellerato.

Il libro, a metà strada fra il noir e il romanzo d’inchiesta, senza la pretesa di sostituire un saggio storico, ma calandosi dentro la storia dei conti Manzoni con gli strumenti tipici della narrativa, ora è stato ripreso dal Gruppo teatrale Solaroli che ha deciso di portare in scena la vicenda nello spettacolo “La notte dei Manzoni”, in programma al teatro Masini di Faenza domenica 1 dicembre.

La Bottega Bertaccini (corso Garibaldi 4) di Faenza propone per venerdì 22 novembre, ore 21, un incontro con la presenza degli scrittori Fabio Mongardi, Gian Ruggero Manzoni, il regista Michele Gaudenzi e la compagnia Gruppo teatrale Solaroli sul tema “Il caso dei conti Manzoni”.

Scrive Mongardi: “La Resistenza è stata indubbiamente un grande evento storico, di abnegazione e coraggio, che ha permesso agli italiani di riscattarsi dall’orrore nazi-fascista. L’errore è stato quello di farne un oggetto di culto da venerare acriticamente, senza riconoscerne le inevitabili smagliature, rischiando in questo modo di farsi trovare scoperti di fronte alle continue polemiche”.

Dal libro al teatro: “Nel nostro spettacolo – scrive la compagnia – abbiamo scelto di mettere in luce un frammento di quella notte, il momento più drammatico, in cui si decideva della vita e della morte di un gruppo di persone. Abbiamo cercato di mettere in evidenza soprattutto l’aspetto umano di questa tragica storia e le conseguenze di quegli atti drammatici sulla vita dei sopravvissuti.

L’abbiamo fatto immaginando l’incontro fra un ex partigiano e una parente delle vittime che diede il via alle indagini nel dopoguerra. Sarà un confronto/scontro fra due persone invecchiate e provate dalla vita, ma mai spente nelle loro convinzioni. Tuttavia, l’analisi della tragedia a distanza di tanti anni, li costringerà a confrontarsi sinceramente e con maggiore obiettività con quel loro passato scomodo. Uno sforzo di analisi tardivo, ma necessario per capire una tragedia così complessa e carica di implicazioni sociali, politiche e umane. Per noi il messaggio è semplice: anche partendo da posizioni distanti e contrapposte, col dialogo e l’ascolto si può arrivare a capire e anche a condividere, in parte o del tutto, le ragioni dell’altro”.

Per informazioni: tel. 0546.681712 – info@bottegabertaccini.it