Valentino Marcattilii con Pavarotti

Imola. Clienti del calibro di Luciano Pavarotti che si tratteneva fino a tarda notte cantando il “Nessun dorma” suscitando l’ira dei vicini che scendevano di casa per reclamare le loro ore di sonno, il Lucianone fingeva di essere inglese, di non capire, per calmare la gente che, andandosene, lo apostrofava dicendogli che cantava molto bene, ma lei resta un rompic…”. Questo e mille altri aneddoti divertenti, insieme con tante bellissime foto, con Ugo Tognazzi, Brigitte Bardot, Stefania Sandrelli, Sandra Milo, Naomi Campbell, Michael Schumacher e tanti altri personaggi famosi si trovano nel libro “Il San Domenico – La mia vita” scritto da Valentino Marcattilii, lo chef del ristorante a due stelle Michelin in pieno centro storico, con l’aiuto di Mauro Bassani e la prefazione di Massimo Bottura per l’edizione Minerva.

Alla presentazione, domenica 1° dicembre, la sala grande di palazzo Sersanti messa a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, era strapiena. Valentino ha spiegato che “il libro nasce per caso, alcuni mesi fa dopo un piccolo pit-stop per problemi di salute in notti post – operatorie quando si dorme poco e cercavo di scrivere su un computer della Apple, mi è venuto spontaneo raccontare quello che ho fatto negli ultimi 50 anni che coincidono con l’età del San Domenico. Ne sono usciti racconti belli e brutti, divertenti e non. Un giorno li ho fatti vedere all’amico Bassani affinché desse un’occhiata se si poteva pubblicare qualcosa o fosse meglio buttare tutto nel cestino. Ne è uscito un libro, che però non è assolutamente di ricette anche se qualcosina di cucina c’è”.

Valentino Marcattilii con Naomi Campbell

“C’è soprattutto – interviene Bassani – un Valentino sorprendente perché sempre genuino, naturale, diretto, umano, simpatico, che ha fatto tante conoscenze ed esperienze importanti in Francia, a New York e altri luoghi. Si tratta di un libro di chiacchiere divertenti”.

Valentino Marcattilii con Michael Schumacher

Nel volume c’è anche Imola che Valentino e il fratello Natale hanno sempre amato e che li adottati fin da quando arrivarono all’età di 7-8 anni al contrario di tante città del Nord – Italia che allora (e in qualche caso ancora oggi) erano molto ostili nei confronti di coloro che venivano da Sud. Una città, Imola, che specialmente negli ultimi decenni ha dimostrato grande affetto pure nei confronti del San Domenico. Ed ecco, accolto da un grande applauso, colui che ha fatto nascere tutto, l’ideatore e fondatore del ristorante,  Gianluigi Morini ancora in forma splendida nonostante l’età ormai avanzata: “Questi ragazzi, come un po’ tutti quelli che hanno lavorato al San Domenico e che mi telefonano ancora, li considero come i miei figli avendo avuto io due femmine. Fu Veronelli a consigliarmi di chiedere al grande cuoco Nino Bergese, ormai in pensione, di chiedergli di venire a Imola per insegnare l’arte della cucina a Valentino. Lo andammo a trovare nella sua casa sulla Riviera ligure e si negò, disse che era vecchio, che ormai mangiava al massimo un pollo al giorno e che non aveva voglia di venire in mezzo alla pianura padana lui che stava così bene sul mare della Liguria. Veronelli mi consigliò di insistere e di scrivergli una lettera. Così feci con toni un po’ enfatici. Rispose che sarebbe venuto a Imola per una settimana. Ci è restato per sette anni”.

(m.m.)