“Ciao a tutti! Posso dare l’aspirina alla mia gallina?” Nel test viene chiesto di scegliere il motivo del quesito che “Ivana_88” ha posto su un forum su internet. Le risposte a questo e altre domande certificano il grado di comprensione di quello che si legge, dal livello base a quello più elevato. Comincia così uno dei quesiti sottoposti ad un campione di studenti quindicenni che ha partecipato all’indagine Pisa (programma per la valutazione internazionale dello studente) che l’Ocse (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – a cui aderiscono i 36 Paesi più sviluppati nel mondo) realizza con cadenza triennale.

Anche Imola è stata scelta con alcune sue classi di scuola superiore per la ricerca e i test si sono svolti nella primavera del 2018.

I risultati dell’indagine, che fa il punto sui livelli di competenza in lettura, matematica e scienze degli adolescenti sono stati resi noti oggi a Parigi. Si tratta della più estesa indagine nel campo dell’educazione che riguarda i quindicenni e a cui hanno aderito circa 80 paesi del mondo. In Italia hanno partecipato 11.785 ragazzi di 550 scuole superiori.

Performances di lettura degli studenti italiani

La situazione nazionale non è rosea, siamo sempre sotto le medie internazionali e, anziché fare tesoro delle precedenti rilevazioni per esigere di più da studenti e insegnanti, peggioriamo: in lettura e soprattutto in scienze siamo regrediti di diversi punti rispetto alle rilevazioni di 10 anni fa, mantenendoci in linea con la media Ocse solo per la matematica. Gli studenti che hanno difficoltà con gli aspetti di base della lettura sono uno su quattro: non riescono ad identificare, per esempio, l’idea principale di un testo di media lunghezza. Rispetto all’intento dichiarato dagli autori dei test, di valutare se e quanto gli studenti sapessero distinguere tra fatti e opinioni navigando attraverso i diversi formati, pagina scritta o formato elettronico, i risultati non sono incoraggianti. Uno su quattro anche i ragazzi che non raggiungono il livello base di competenza in matematica e ancora meno in scienze.

Nella prova di lettura il punteggio medio ottenuto dagli studenti italiani è di 476, leggermente più basso rispetto a quello della media OCSE che è di 487. L’Italia si posiziona tra il 23° e il 29° posto, al pari di Svizzera, Lettonia, Ungheria, Lituania, Islanda e Israele. Il risultato migliore è stato conseguito dagli alunni delle aree cinesi di Beijing-Shanghai-Jiangsu-Guangdong, che hanno totalizzato 555 punti.

Nella prova di matematica il punteggio dell’Italia è di 487, in linea con la media OCSE che è 489.

I nostri alunni hanno ottenuto un risultato simile a quello di Portogallo, Australia, Federazione Russa, Repubblica Slovacca, Lussemburgo, Spagna, Georgia, Ungheria e Stati Uniti. Anche in questo caso il più alto valore registrato è stato quello degli alunni cinesi delle aree di Beijing-Shanghai-Jiangsu-Guangdong, con 591 punti di media.

Nella prova di scienze il punteggio ottenuto dai nostri quindicenni è di 468 punti, più basso rispetto alla media OCSE che è di 489. Gli allievi italiani hanno avuto risultati in linea con quelli di Croazia, Bielorussia, Ucraina, Turchia, Repubblica Slovacca e Israele. I ragazzi delle aree di Beijing-Shanghai-Jiangsu-Guangdong sono stati i più bravi, con 590 punti.

Istituto Alberghetti di Imola

Si rilevano, ancora una volta, le differenze tra nord e sud Italia e tra licei, istituti tecnici e professionali. Nella capacità di “comprendere, utilizzare, riflettere sui testi per raggiungere i propri obiettivi, sviluppare le proprie conoscenze” gli studenti delle aree del nord ottengono i risultati migliori (nord ovest 498 e nord est – dove è presente l’Emilia Romagna – 501), mentre i loro coetanei delle aree del sud sono quelli che presentano le maggiori difficoltà (sud 453 e isole 439). Per i licei la media è 521, contro 458 degli istituti tecnici e 395 di quelli professionali. A livello medio OCSE, circa il 77% degli studenti raggiunge almeno il livello 2, considerato il livello minimo di competenza in lettura. Le ragazze vanno meglio dei ragazzi in tutte le macro-aree geografiche del nostro paese, con differenze di punteggio che vanno dai 19 punti del nord ovest ai 35 del sud isole.

In matematica gli studenti del nord est, con un punteggio di 515, e quelli del nord ovest, con 514, ottengono risultati migliori rispetto agli studenti del centro (494), del sud (458) e delle isole (445). Gli studenti liceali (522 punti) ottengono risultati superiori a quelli degli studenti degli istituti tecnici (482), degli istituti professionali (405) e della formazione professionale (423).

Infine la pecora nera delle scienze. Qui le differenze nei risultati medi tra macro-aree si confermano molto marcate: gli studenti del nord ovest e del nord est ottengono i risultati migliori con rispettivamente 491 e 497 punti. Seguono gli studenti del centro con 473 punti, infine troviamo quelli del sud e delle isole, che non si differenziano statisticamente tra di loro (rispettivamente 443 e 430 punti). Rispetto ai diversi tipi di scuola, i licei ottengono un risultato medio in scienze significativamente superiore (503) a quello di tutti gli altri tipi di scuola e gli istituti tecnici conseguono un risultato (460) che supera quello degli istituti professionali (394) e dei centri di formazione professionale (408).

Francesco Avvisati, economista dell’Ocse, tra gli autori del rapporto, commenta: “Inaccettabile il numero di ragazzi che sono insufficienti nelle regioni del sud. In Italia la scuola non è un ascensore sociale”. Un paese che non regge il rapido passo dei tempi e in cui risultati dei test 2018 annullano i timidi segnali di miglioramento che c’erano stati in passato, con l’eccezione della prova di matematica. “La buona notizia è che i ragazzi italiani raggiungono un livello sufficiente in matematica, mentre in scienze la preparazione, o forse la capacità di usare le conoscenze acquisite per interpretare il mondo reale, è diminuita, soprattutto tra i migliori. Sembra essersi ridotta la capacità di comprendere fenomeni complessi e dai dati sulla lettura, di comprensione del testo, emerge una difficoltà a esercitare il proprio giudizio”. La scuola va messa al centro del dibattito politico. “Si può approfondire perché alcune scuole vanno meglio e dove sono le difficoltà. Bisognerebbe fare sistema, capire le criticità, ma vedere anche chi sa fare bene e trasferire queste esperienze altrove, all’interno del sistema”.

Per finire, chi vuole mettere alla prova le proprie capacità può cimentarsi con le prove di lettura dei test Pisa che sono disponibili in internet. Sai capire quello che leggi? https://pisa2018-questions.oecd.org/platform/index.html?user=&domain=REA&unit=R548-ChickenForum&lang=ita-ITA

(Caterina Grazioli)