Da sinistra Stefano Mirri, Rolando Rivi, Domenico Miceli, Uberto Selvatico Estense e Roberto Marazzi

Imola. Mancano sette mesi e si è già vicini al tutto esaurito per il concerto che Vasco Rossi terrà all’autodromo “Enzo e Dino Ferrari” il 26 giugno 2020. Il primo di una serie di tre grandi eventi musicali che vedranno sul palco nel paddock anche i Pearl Jam nella loro unica data italiana il 5 luglio e Cesare Cremonini, che gioca in casa, il 18 luglio del prossimo anno.

Un “Triplete” magico che il presidente di Formula Imola Uberto Selvatico Estense definisce giustamente “un grande risultato che abbiamo raggiunto tutti insieme. Ringraziamo Live Nation alla quale abbiamo chiesto pure un piano di grande attenzione al rispetto dell’ambiente nei tre grandi eventi in programma”.

Il Sub – Commissario del Comune Domenico Miceli sottolinea “l’impegno di tante persone che va al di là del lavoro perché ci mettono tanta passione e riescono a lavorare in squadra”.

Il responsabile di Studios Rolando Rivi inquadra il metodo e le modalità dei concerti: “In base alla circolare Gabrielli, abbiamo deciso di impostare lo schema per Vasco Rossi su quello che ha già funzionato due anni fa per i Guns N’ Roses. Di conseguenza, abbiamo tarato un progetto che prevede un pubblico stimato al massimo in 85mila persone. Vorrei sottolineare che durante gli ultimi venti anni, a partire dal primo Heineken Festival del 1998 aperto proprio da Vasco, non abbiamo mai interrotto i rapporti con l’autodromo e con il Comune di Imola, rimasti sempre ottimi con il dottor Stefano Mirri. Certo, non è facile portare musica di grande livello a Imola perché subisce la concorrenza delle grandi piazze italiane, ma ad esempio stavolta  siamo riusciti a convincere Cremonini, abituato a esibirsi negli stadi, a fare un concerto in una cornice rock e lui ha accettato con grande entusiasmo. La grande musica porta un indotto incredibile, solamente i nostri tecnici per il montaggio e lo smontaggio dormono e mangiano nel territorio imolese per circa un mese. Saranno necessarie circa 450 persone per il servizio d’ordine e 120 per quello medico”.

Rivi, ci sarà la possibilità di avere una seconda data per Vasco Rossi?

“Al momento non c’è, comunque nei prossimi giorni predisporremo un ufficio per dare le informazioni più precise possibili anche sugli ingressi a seconda dei biglietti. Chiediamo ai mass – media di aiutarci in questo”.

Per i Pearl Jam e Cesare Cremonini sono già state decise le capienze?

“Lo spazio disponibile è per 100mila persone, può essere che per Cremonini e i Pearl Jam decideremo diverse impostazioni, magari pure su dove e come collocare il palco”.

Come considera il fatto che i biglietti siano diventati nominali dallo scorso luglio?

“La considero una sciocchezza, ci sono modi migliori per regolarizzare le cose. Non fraintendete, io odio i bagarini. Certamente, per noi organizzatori è un ulteriore passaggio in più e ci aspettiamo delle complicazioni. Magari dovremo chiedere al pubblico di arrivare prima e di conseguenza far partire in anticipo tutta la macchina organizzativa che ovviamente ha dei costi. Infine, stiamo già curando pure il servizio navette per raggiungere in uscita i treni verso le direttrici Bologna e mare”.

(Massimo Mongardi)