Il vescovo Mosciatti e il Rettore Ubertini durante un recente incontro promosso dalla Fondazione Carimola

Imola. Sarà un incontro proficuo, riservato agli studenti dell’Università della sede di Imola, quello che si terrà il 12 dicembre alle 9.15 fra il Magnifico Rettore Francesco Ubertini e il vescovo Giovanni Mosciatti.

Incontrarsi con il Rettore della propria Università e il Vescovo della città in cui si studia e in molti
casi si vive (foss’anche solo per un periodo della propria vita) per condividere riflessioni, aspettative
e idee sul futuro non capita certamente tutti i giorni. Non a caso ciò accade nel più antico Ateneo del mondo occidentale, fondato dagli studenti quasi mille anni fa, e che tutt’oggi continua a trovare nel costante dialogo e confronto con gli studenti nuova linfa vitale. E in una città, Imola, dove il progetto di sviluppo universitario ha sempre fatto della collaborazione tra Ateneo e tutte le componenti delle istituzioni locali, civili e religiose, una sinergia vincente che ha portato alla co – costruzione e alla implementazione di scelte strategiche di crescente radicamento dell’università nella città. Sempre ponendo gli studenti al centro.
Sono tante le sfide che gli studenti hanno davanti a loro, certamente la preparazione per una
professione, in diversi casi una professione che oggi non esiste ancora, ma anche la crescita
personale, e il prepararsi a dare un contributo per una società migliore. Ma sono anche tante le
sfide che l’Università e le istituzioni del territorio hanno davanti per far fronte alle esigenze della
formazione e alle molteplici altre che le competono attraverso un costante lavoro basato sulla
condivisione degli obiettivi, dei traguardi e dei percorsi, come substrato fondamentale per
un’università sempre più all’avanguardia, ma al contempo a dimensione di studente e fortemente
radicata sul territorio.
Si parlerà quindi di sfide, ma anche di opportunità, perché promuovere e coltivare quotidianamente
coesione e meccanismi virtuosi di collaborazione all’interno delle comunità accademiche e locali significa gettare le basi per un futuro migliore per tutta la società.