Allora, Elly (posso chiamarti Elly?), l’ultima volta che ci siamo incontrati eravamo in quel di Castel San Pietro Terme e ci recammo in un ampio corridoio in cima alla scala per parlare senza disturbare gli intervenuti, là in basso, che discutevano delle vicende di una sindaca… Anche allora, come oggi, questa sera, qui a Imola (domenica 8 dicembre),ci trovammo a parlare dei problemi della politica e dell’economia della nostra regione, della nostra Italia e ci dilungammo (a dire il vero io ascoltai) in una lista di problemi e di aspetti della nostra società che, secondo il tuo punto di vista, avrebbero avuto bisogno di una “ritoccata”.

Certo, qui, in Emilia Romagna, le cose non vanno male, anzi, ma potrebbero andare ancora meglio, in modo particolare per i meno abbienti, per i meno fortunati, se la politica fosse un po’ più attenta. Ebbi modo di ascoltare i tuoi punti di vista circa le problematiche del lavoro, dell’enorme differenza di livello retributivo e pensionistico esistente tra uomo e donna, di una sanità regionale che pur avendo raggiunto un livello di assoluta eccellenza presenta ancora lacune e problematiche che occorrerebbe rivedere, di una situazione abitativa con grosse lacune che forse sarebbe fin troppo facile sistemare, di un malcontento e di una indifferenza alla soluzione politica che presto sarebbe sfociata in protesta, ma in una protesta che la destra avrebbe avuto gioco fin troppo facile nel convogliare.

Elly Schlein a Imola

Infatti, oggi, mi parli proprio di questo, di questo rinascere di una destra che sembra non ricordare e riconoscere i pericoli e i disastri da essa stessa compiuti poco più di mezzo secolo fa. Una destra che ha approvato in Parlamento (insieme a Berlusconi) gli accordi di Berlino e ora accusa gli altri di qualcosa da essa stessa sottoscritti. Mi dici che occorre capire il perchè di questo fenomeno, che occorre comprendere le ragioni del negazionismo e mi ricordi che proprio oggi un altro, uno degli ultimi, testimoni è venuto mancare. Concludi il tuo discorso affermando, decisa, che questa volta il pericolo è grande, che occorre una unicità di intenti e di azioni per non consentire a “questa” destra di occupare posti di potere e controllo nella nostra regione: Bonaccini è un buon amministratore e noi lo affiancheremo producendoci in una azione di sollecito e di indirizzo ogni qual volta individueremo zone e interventi di incertezza. Questa volta serve una vera unità per fronteggiare il pericolo Bergonzoni.

Grazie, Elly, ma avrei ancora due domande: questa sera, ascoltandoti, ho risentito praticamente le stesse parole, il sollevare gli stessi problemi di alcuni (e non pochi) anni fa, identiche puntualizzazioni e indicazioni: Perchè? Sorridi, poi:” Bella domanda! Ritengo sia una questione di coerenza e credo che la sinistra abbia, sotto molti aspetti, smarrito o confuso la linea da seguire, forse ingannata o impensierita dallo stravolgersi della società in seguito agli sviluppi forse troppo rapidi e sottovalutati e dalla profonda crisi economica che ha lasciato profonde ferite un po’ in tutti noi, ferite che occorre affrontare, con serietà, convinzione e determinazione. Un’ultima cosa: Ieri (sabato 7 dicembre) ero in piazza del “Crescentone” a Bologna, stracolma di persone e di bandiere, ma solo nella piazza. Sul palco nessuna bandiera di partito e nessun esponente politico nazione a fiancheggiare Bonaccini. Perchè? “Non devi chederlo a me. Ma a lui. Bonaccini ha fatto una scelta di condivisione, di unione di forze per contrastare una destra pericolosa e non solo per la nostra regione: Si è presentato con un’idea di collaborazione, di confronto di idee e di ricerca di soluzioni condivise. Personalmente condivido questa scelta.”

Grazie, Elly, avremo sicuramente occasione di incontrarci ancora.

(Mauro Magnani)