Nelle foto (da sinistra) i relatori Manuele Serafini (capogruppo imola 1), Federico Frontali (referente campagna di Crowdfunding “Ma che freddo fa?!) e Marco Rossi (Capoarea Territoriale Bcc ravennate forlivese e imolese)

Imola. A volte si dà per scontato quanto sia importante, d’inverno, che i locali dove le persone svolgono le loro attività siano ben riscaldati. E quanto disagio crei il fatto di dover “inventare” soluzioni alternative, come stufe o termosifoni elettrici, per ovviare all’assenza di un impianto di riscaldamento adeguato ed efficiente.

All’Osservanza, nei locali dove da oltre 60 anni (precisamente dal 1958) svolgono la loro attività gli scout del gruppo Agesci Imola 1, finora ci si è arrangiati proprio così, con stufe, stufette e strati di lana, per difendersi da freddo e umidità.

Oggi però il gruppo scout, insieme al Comitato RestaurOsservanza che da un paio d’anni si è costituito per raccogliere fondi finalizzati al pieno e completo recupero non solo delle opere artistiche e architettoniche del complesso conventuale, ma anche della funzionalità e del confort degli ambienti destinati ad attività pastorali ed educative, hanno deciso di lanciare una campagna di crowdfunding (finanziamento collettivo, spesso sul web, ndr) dal titolo più che evocativo: “Ma che freddo fa?”.

L’iniziativa, che andrà a beneficio delle attività di ben 250 ragazzi, dagli 8 ai 21 anni, è stata lanciata il 6 dicembre sul portale specializzato Ginger (https://www.ideaginger.it/progetti/ma-che-freddo-fa.html) e naturalmente confida nella generosità delle persone di buon cuore, pronte a dare il proprio contributo per aggiungere un ulteriore, prezioso tassello all’opera di recupero di questo spazio amatissimo dagli imolesi.

Tra le opere da realizzare ci sono l’installazione della centrale tecnologica e un impianto in grado di raggiungere le varie sedi, dotato di elettropompe, tubazioni, radiatori in acciaio da posizionare nei vari spazi. Insomma, tutto quel che occorre per tenere al caldo, nei mesi invernali, ragazzi e adulti.

Federico Frontali (referente campagna “Ma che freddo fa?!” per il comitato RestaurOsservanza) sottolinea: “Chiunque abbia fatto il percorso scout all’Imola 1 (si parla di migliaia di cittadini imolesi) si è scontrato con il freddo delle riunioni invernali. Il ruolo educativo del Gruppo Scout Agesci Imola 1, che per l’elevato numero di censiti si dimostra preminente a Imola, non può essere limitato da come le sedi sono riscaldate. Il nostro impegno come comitato  RestaurOsservanza è di rendere accogliente l’Osservanza per darle la dignità di rilevante centro educativo imolese, ruolo che di fatto già ricopre da 60 anni. Siamo certi che chiunque coglierà l’importanza di questo progetto per la città di Imola sia disposto a collaborare con una donazione”.

Per Manuele Serafini (capogruppo Agesci Imola 1): “Questi luoghi erano dello scoutismo e da qualche anno sono anche luoghi della parrocchia di San Cassiano all’Osservanza. Sostenuti dal nostro parroco Don Emilio Moretti, tra noi scout e la parrocchia è iniziato un dialogo per far si che questi luoghi siano aperti a tutti i giovani che si vogliano avvicinare alle nostre esperienze di crescita e comunione. La campagna di crowdfunding serve a far si che i locali siano all’altezza di questo compito non poco ambizioso”.

Marco Rossi (capoarea territoriale Bcc ravennate forlivese e imolese) spiega: “Siamo molto contenti di accompagnare questo progetto e altri come questo in coordinamento con Ideaginger su tutto il nostro territorio di competenza. All’interno della Bcc, diamo visibilità presso ai nostri soci di queste iniziative rivolte ai giovani e all’educazione e i soci hanno sempre apprezzato. La formula del crowdfunding permette di agire concretamente senza mediazione per ottenere efficacemente un aiuto in varie realtà territoriali. Siamo contenti di contribuire per l’Osservanza perché vediamo un grande potenziale sociale in questo complesso”.