Matteo Salvini a Imola

Imola. A giudicare dai selfie, richiesti soprattutto da donne giovani e di una certa età e mai rifiutati fino a collezionarne oltre una sessantina, il leader nazionale della Lega Matteo Salvini in tour elettorale in centro storico a Imola il 10 dicembre in giorno di mercato, è molto popolare, empatico, furbo. Tutti gli danno del tu, lo chiamano, gli passano al cellulare qualcuno da salutare a casa e lui certamente non si sottrae: “Buongiorno signora Agnese, si chiama come la mia nonna, un abbraccio, certo che tornerò ci vediamo il 27 gennaio per festeggiare”. Un’altra signora gli chiede perfino un bacio, bacioni con le mani.

Poi, nel corteo di simpatizzanti capeggiato dai parlamentari del Carroccio Jacopo Morrone, Gianni Tonelli, dagli ex consiglieri comunali locali Daniele Marchetti (anche regionale), Simone Carapia e dal segretario imolese Marco Casalini, si leva anche il coro “Matteo, Matteo” che per un po’ lo accompagna da piazza Matteotti per via Mazzini fin sotto l’orologio.

Certo, c’è anche chi contesta Salvini. Una quindicina di donne di Trama di terre escono dalla vicina sede con una serie di cartelli fra i quali “Fuori l’odio leghista e sessista da Imola e dal mondo” e intonano l’inno delle compagne cilene “El violadores eres tu” (lo stupratore sei tu, ndr) alludendo alle sue posizioni contro le differenze di genere e di razza. E altre persone gli lanciano qualche frecciata, “Cosa ci fai a Imola”, “Quanti ochoni che gli vanno dietro!”.

Ma non rovinano sicuramente la visita – lampo riuscita del capo della Lega che si dirige verso il Bar  Bologna per un breve pit – stop a base di caffè e panino alla marmellata e quando esce, introdotto da Morrone, parla brevemente a microfono davanti a una folla di almeno duecento persone che si sono  radunate.

Comizio classico a base di slogan: “Hanno messo tasse sulla plastica, sullo zucchero, sulla lotteria, ormai pure sull’aria che respiriamo, vi auguro il 26 gennaio di scegliere un cambiamento concreto, serio e coerente in questa terra che il Pd credeva fosse sua. Sono venuto stamattina perché il dibattito sulla manovra di bilancio è stato rimandato in quanto il governo sta ancora litigando su tutto. Il Mes mette a rischio i risparmi degli italiani, faremo un No Tax day”.

Poi il Matteo “verde” apre il Carlino locale e commenta i titoli: “Ecco i problemi di Imola, ‘Salta il torneo di calcetto degli immigrati per colpa dei decreti sicurezza di Salvini’, sorridiamo per non piangere. Mi dicono che anche a Imola è fermo il bando per l’assegnazione delle case popolari, io dico prima gli italiani e poi il resto del mondo. Ora ho i minuti contati, tranquilli ci rivediamo e buon Natale, celebrato come nelle nostre tradizioni”.

Poco più di un’ora intensa, circondato da forze dell’ordine e cronisti, poi via verso altri lidi. Abbiamo seguito Salvini lungo tutto il percorso e non ha mai citato, a meno che nella calca non ci sia sfuggita una frase, la candidata della Lega a presidente dell’Emilia Romagna Lucia Borgonzoni.

(Massimo Mongardi)