Spesso, nelle cronache sportive dei quotidiani o sul web si sente parlare o si legge del tutore ortopedico. Nello specifico, si parla di un dispositivo medico che ha il compito di sostenere le articolazioni, quando sono presenti stati come le infiammazioni, l’instabilità dell’arto e i gonfiori. In pratica, mantiene stabile l’articolazione quando si compiono certi movimenti potenzialmente a rischio. Il tutore, se consigliato da un medico o da uno specialista, oramai si può trovare anche sul web. Nello store online di shop-farmacia, per dirne uno, i prodotti ortopedici sono suddivisi per tipologie ed è possibile trovare tutori adatti e altri articoli per il benessere articolare e muscolare. A seconda della tipologia e del trattamento, ci sono diversi tipi di tutore. Ma quando metterlo?

Quando mettere il tutore?
Il tutore viene solitamente utilizzato come sostegno supplementare per le articolazioni e i legamenti, quindi può essere indossato per stabilizzare arti come la caviglia, il polso e la spalla. Lo si utilizza in diverse circostanze legate alla salute delle articolazioni o dei legamenti, dai casi di instabilità articolare ai problemi di natura legamentosa, spesso legati ad una situazione post-infortunio sportivo.

Come detto, poi, questi dispositivi medici limitano i movimenti inconsulti, e possono essere impiegati anche per problematiche come la sindrome da tunnel carpale o per l’alluce valgo. Non a caso, certe specifiche tipologie di tutori svolgono pure una funzione correttiva.

Quali sono i tutori più diffusi?
Nel settore dei tutori ne troviamo alcuni molto diffusi, come nel caso della cavigliera, spesso utilizzata per via della particolare fragilità della zona in questione. Naturalmente nella lista troviamo anche i tutori da indossare sul polso, per condizioni come il tunnel carpale, ma anche per sostenere le micro-fratture, come quelle al metacarpo. Un esempio su tutti? Il difensore della Juventus e della Nazionale Leonardo Bonucci l’ha indossato ai tempi del Bari, ad esempio, e di recente è stato il turno anche di Lazzari della Lazio. Altri tutori sono quelli per il ginocchio e per i gomiti, e poi troviamo i dispositivi rigidi, detti anche “anti-shock”, come le maschere per proteggere il naso e gli zigomi in caso di fratture o interventi chirurgici, anch’esse spesso indossate dai calciatori.

Il futuro dei tutori robot
Oggi la tecnologia sta proponendo una serie di soluzioni a dir poco innovative, in tutti i campi scientifici, compresa ovviamente la medicina riabilitativa. Sono infatti numerose le start up che si stanno calando in questo mondo, come ad esempio avviene con i dispositivi medici prodotti con la stampa 3D e gli arti robotici. Anche il mondo dei tutori è stato investito da questa aria di novità, al punto che oggi esistono dei prototipi in grado di sostituire il gesso. Quali sono i vantaggi di questa applicazione? Il tutore sostitutivo evita di dover sostenere il peso dell’ingessatura, visto che è molto leggero. In secondo luogo, viene prodotto usando materiali ipoallergenici, e soprattutto consente una totale traspirazione della pelle.

Si parla quindi di una tecnologia che permetterà di superare alcuni dei problemi più attuali, inerenti ai gessi: ad esempio le dermatiti, le patologie fungine e la sindrome compartimentale. Infine, questi nuovi tutori potranno in futuro contare su molte altre applicazioni possibili.