Imola. “Ricordiamoci che il 26 gennaio si vota per l’Emilia Romagna dove si vive ancora assai bene, anche se dobbiamo risolvere alcuni problemi, e non per il governo nazionale come vorrebbe far credere Matteo Salvini che ora tutti i giorni batte la nostra regione e poi non si farà più vedere”. E’ il mantra ripetuto più volte dal presidente della Regione Stefano Bonaccini, venuto lunedì 16 dicembre da Elio’s, di fronte a Porta Montanara, dove incita le oltre 300 persone ad ascoltare fuori e dentro il bar lui e la candidata del circondario per il Pd Francesca Marchetti attorniata dalla segreteria di viale Zappi con in testa Marco Panieri, “a non dare nulla per scontato, parliamo con tutti, mettiamoci cuore e passione, sorridiamo lasciando ad altri l’arma dell’odio. Ultimamente, la Lega ha vinto in 9 regioni su 9, ma nell’ultimo mese si percepisce dalla nostra parte più entusiasmo. E poi, voi a Imola avete un argomento in più per convincere gli indecisi: l’esempio fornito da chi voleva il nuovo solamente per il nuovo mostrando soprattutto arroganza e poi si è dimessa. Ogni giorno parlo con sindaci della nostra regione, ma non sono mai stato contattato nemmeno telefonicamente da Manuela Sangiorgi”.

“Io sono molto diverso da Lucia Borgonzoni (candidata a presidente del centrodestra a trazione leghista, ndr) – continua Bonaccini -. Lei indica il modello lombardo e quindi guarda a una sanità privata, mentre io voglio una sanità pubblica che curi tutti alla stessa maniera, poveri e ricchi. Noi abbiamo messo 20 milioni di euro per ridurre o azzerare le rette degli asili nido perché è dimostrato che i bambini di materne e nidi apprendono più e meglio degli altri. Ci sono due cose che mi hanno fatto molto arrabbiare: hanno detto che vogliono liberare l’Emilia Romagna ma fingono di non sapere che tante persone hanno dato la vita per renderla libera già ben 74 anni fa e che bisogna dire basta al sistema di chi trova lavoro con tessera di partito o di sindacato. In questa regione, per moltissimi anni è stato facilissimo cambiare lavoro o aprire un’impresa, poi abbiamo avuto pure noi i problemi della grande crisi del 2008, ma ora la disoccupazione è al 5%. Altro che tessere”.

“Mi hanno perfino criticato il colore scelto per la mia campagna elettorale, il verde – conclude Bonaccini – ma a parte il fatto che la Lega ormai predilige il blu l’ho fatto perché è verde lo stemma dell’Emilia Romagna e vogliamo migliorare la qualità ambientale della regione. Non mi candido per il Pd a cui sono iscritto, ma per una larga coalizione di centrosinistra con all’interno tanti movimenti civici. Con il Movimento 5 stelle, negli ultimi sei mesi, abbiamo approvato insieme quasi tutti i provvedimenti. L’altro giorno all’uscita dal palasport ho incontrato quattro ragazzi pentastellati che mi hanno fermato per dirmi che in tre avevano già deciso di votarmi il 26 gennaio. Anche una consigliera regionale del M5s, Raffaella Sensoli, con la quale ho avuto discussioni ha dichiarato che voterà la lista del Movimento ma metterà la croce sul mio nome perché si sente più tutelata da me per la conduzione della regione (strizza l’occhio al voto disgiunto, ndr). E le sardine ci hanno insegnato a tornare in piazza perché nessuno chiamava più le persone da oltre 10 anni e, seconda cosa, che esiste tanta gente che non vuole più una politica urlata, ma gentile”.

La Marchetti, davanti ad alcuni sindaci del circondario con in prima fila Fausto Tinti di Castel San Pietro, all’ormai ex collega Roberto Poli, all’on. Daniele Montroni, agli ex consiglieri comunali Fabrizio Castellari, Roberto Visani e tanti altri, attacca: “La nostra è una regione locomotiva in Europa, abbiamo una sanità modello, siamo vicino ai poveri anche se è chiaro che si può sempre migliorare. Ma non abbiamo bisogno di alcun cambiamento. La Borgonzoni non è pervenuta a Imola, Salvini è passato a fare qualche battuta sugli immigrati, ma noi dobbiamo pensare a come si vive in questo territorio dove da sempre c’è la buona abitudine del fare insieme con i sindaci, le associazioni, le comunità”.

(Massimo Mongardi)