Imola. Versi di letteratura greca e latina imparati a suon di musica, anzi, musicati per poter essere portati in scena dal coro composto da oltre trenta voci e accompagnato da una decina di strumentisti. Spettacolo e formazione vanno a braccetto al Liceo classico Valeriani Rambaldi di Imola. L?appuntamento con la musica del coro “Latini cantores” è per il 18 dicembre, ore 18, nella sede del liceo classico (via Garibaldi) per il consueto concerto natalizio.

Andiamo con ordine. I “Latini cantores” vedono la luce tre anni fa. Prendete due professori di Greco e Latino del Ginnasio entrambi appassionati di musica, entrambi, nella loro vita extrascolastica, membri di un coro, entrambi abituati a utilizzare le lingue del loro insegnamento non solo in ambito scolastico, entrambi insegnanti dello stesso Liceo classico negli stessi anni. Contemporaneamente prendete due classi di giovani studenti del Ginnasio in cui un gruppo piuttosto numeroso di ragazzi studia uno strumento musicale, oppure canta in un coro al di fuori della scuola. Mescolate con una passione davvero grande dei professori Raffaele Frattolino e Maurizia Dardi e il gioco, si fa per dire, è fatto.

Certo ci sono volute settimane e mesi di impegno, c’è voluto il far diventare i primi passi che il coro ha mosso, disciplina scolastica, nel senso che le ore di Coro erano ore canoniche del calendario scolastico.

Ma poi la passione, anche dei ragazzi, ha preso il sopravvento e ora, praticamente un terzo degli studenti del Liceo, fa parte dei “Latini cantores”. E con ottimi risultati.

“Avevamo deciso di dedicare qualche ora curricolare a questo progetto – spiega la professoressa Maurizia Dardi – abbiamo iniziato in sordina fino al primo evento pubblico: il nostro concerto alla notte nazionale dei Licei Classici, e da lì abbiamo preso davvero il via. La grande chance di questa iniziativa è stata quella di poter contare sulle competenze musicali dei ragazzi che già studiavano musica”.

Come nel caso di Tommaso ormai studente del quarto anno e ingaggiato nel coro dal secondo anno di Ginnasio. “Quando mi sono iscritto al Classico avevo già fatto scuole private di musica e un anno di Conservatorio, suono il Corno. Un giorno, in classe, il professor Frattolino, durante un’ora di supplenza, ci ha fatto ascoltare alcuni brani in latino e greco dell’Accademia Vivarium Novum e da lì è nata l’idea di un coro nostro. Il tutto semplificato dal fatto che la professoressa Dardi faceva già parte di un coro di Imola. La nostra, è sicuramente un’esperienza particolare, ascoltare e riadattare la musica in base ai testi in metrica è un’operazione complessa e talvolta i suoni che si creano non sono certo quelli a cui siamo abituati. Ma è tutto molto divertente, un’operazione che ci permette di utilizzare le nostre conoscenze linguistiche classiche anche nella vita di tutti i giorni al di fuori delle aule scolastiche. E’ un progetto che piace ai ragazzi che ne fanno parte così come al pubblico che ci segue divertendosi”. E che l’attuale dirigente scolastico, prof. Paolo Nardiello ha ereditato e sostiene con entusiasmo.

“Il nostro gruppo canoro è nato quasi per scherzo e invece è diventata una cosa seria – aggiunge Marie, compagna di classe di Tommaso – e da quando, da orario obbligatorio, è passato ad essere un’attività facoltativa ci si appassiona e diverte ancora di più”.

E’ cambiato il rapporto con i professori o con i compagni? “Sì, perché ci si conosce meglio, anche con i docenti. E poi, con il registro chiuso e senza l’ansia delle interrogazioni, tutto è più divertente. Questa esperienza ci ha permesso di conoscere meglio anche i compagni di altre classi con cui altrimenti non si avrebbero praticamente rapporti. Siamo tutti più uniti insomma. Il bello di questo progetto sta nella sua unicità: io sono una cantante lirica e mi era già capitato di cantare in latino, ma in greco mai e la scoperta di come fossero i canti antichi è davvero stimolante. E’ un’esperienza che mi porterò per sempre dietro, come dice mia madre: “con esperienze del genere, si apre il cervello”. Ed è proprio così!

“All’inizio, sia per i testi in latino che per quelli greci, analizzavamo i brani con i professori Dardi e Frattolino, ora siamo praticamente autonomi”. “Dopo il primo anno sono entrati a far parte del gruppo canoro anche altri ragazzi – aggiunge Maurizia Dardi – ogni anno il coro si arricchisce di nuove voci e di nuovi strumentisti”.

“La nostra è una scuola difficile, impegnativa – conclude Tommaso – ma i prof che ci seguono sono insegnanti davvero in gamba, e quelli che ci affiancano e sostengono nel coro, anche solo per aver deciso di imbarcarsi in questa avventura, hanno sicuro una marcia in più”.