Un grande successo, con un forte effetto mediatico, così si può sintetizzare la settimana nazionale di mobilitazione unitaria, con tre giornate di iniziative specifiche, che i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil stanno svolgendo dal 10 al 17 dicembre. I sindacati trattano e lottano adesso come lottavano e trattavano ai vecchi tempi della Federazione sindacale unitaria, perché mai come negli ultimi decenni i tre sindacati confederali sono stati così in sintonia tra di loro. Questa ritrovata, quasi solida unità sindacale, molto probabilmente la si deve alla gravità dei problemi che attraversa il paese, con centinaia di migliaia di lavoratori che rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro, con i rinnovi dei contratti nazionali pubblici e privati al palo e con i problemi sociali in aggravamento.

Alla luce di quanto affermato dal segretario generale della Cgil, nella sua recente ultima intervista a La Repubblica, che ha titolato “Un’alleanza con Governo e imprese per impedire che il paese si sbricioli”, le giornate sono un importante segnale rivolto all’esecutivo, un incentivo a migliorare la legge di bilancio e alle forze imprenditoriali.

Ai sindacati servono risposte, il testo della piattaforma unitaria è lo stesso con cui lo hanno sostenuto con manifestazioni, mobilitazioni e scioperi durante il precedente Governo, e sul quale ora i sindacati si confrontano con l’attuale esecutivo.

Inedita anche la forma della settimana di mobilitazione, un modo nuovo di stare in piazza, niente cortei, ma tre giornate di manifestazioni con tre grandi assemblee nazionali pubbliche, per ascoltare certo, ma anche per informare il paese, grazie alle testimonianze di delegati sindacali dei luoghi di lavoro, cioè di persone in carne ed ossa, che racconteranno le crisi aziendali e il dramma da chi è a un passo dalla perdita del posto di lavoro, la lotta e l’attesa per i rinnovi contrattuali e i problemi di chi è in pensione e di chi vorrebbe andare in pensione nel migliore dei modi.

E va sottolineato, che i precursori di questa mobilitazione confederale, sono stati i sindacati dei metalmeccanici il mese scorso con due ore di sciopero e assemblee in tutti luoghi di lavoro, venti giorni di mobilitazione unitaria terminati il 20 novembre a Roma con una grande assemblea nazionale dei delegati Fiom, Fim e Uilm per fermare le crisi industriali e far ripartire gli investimenti.

La prima giornata di manifestazione assemblea è iniziata il 10 dicembre a Roma in piazza Degli Apostoli sui temi della crescita, delle crisi aziendali, dello sblocco di cantieri e infrastrutture e dello sviluppo del Mezzogiorno, nella stesso momento era in corso lo sciopero nazionale del settore siderurgico per l’intera giornata proclamato da Fiom, Fim e Uilm, sul palco della piazza hanno preso la parola i rappresentanti sindacali di Almaviva, Alitalia, Mercatone Uno, Ilva, indotto Ilva, un delegato del settore edile e con gli interventi conclusivi dei leader di Cgil, Cisl e Uil.

La seconda giornata, per il rinnovo dei contratti pubblici e privati, per il superamento dei contratti pirata, per una riforma e un piano di assunzioni nella Pubblica Amministrazione, si è svolta sempre a Roma in piazza Degli Apostoli il 12 dicembre protagonisti della manifestazione assemblea sono stati i lavoratori che hanno raccontato la difficoltà nel rinnovo dei contratti, la loro condizione, i loro problemi, avanzando proposte sui settori della scuola e della ricerca, sulla sanità e sulla Pubblica Amministrazione.

Terzo e ultimo appuntamento nazionale, sempre a Roma e sempre nello stesso posto, il 17 dicembre sui temi dello stato sociale, la rivalutazione delle pensioni, la riforma fiscale e la legge sulla non autosufficienza, a concludere quest’ultima giornata è prevista la partecipazione dei segretari generali delle tre confederazioni.

(Edgardo Farolfi – Foto di Camillo Granchelli)