Imola. Quasi duecento persone, più o meno come per il “capitano” della Lega Matteo Salvini, per accogliere la leader nazionale di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni nella sede del partito locale in piazza Gramsci (fa un po’ strano, ndr) a fianco del bar Roma. Un’apparizione fugace perché arriva in ritardo a causa di un incidente in autostrada e deve subito ripartire per Forlì, ma abbastanza per raccogliere l’affetto dei suoi sostenitori che le fanno dono di un piccolo mazzo di rose e l’applaudono durante il brindisi con a fianco l’on. Galeazzo Bignami, responsabile regionale, Nicolas Vacchi che segue il circondario, e i sostenitori più accesi che le strappano alcuni selfie. Davanti ai giornalisti parla di uno dei classici temi della destra, l’immigrazione: “Chiedo che debba essere  regolata e che siano fatti entrare solo quelli con permesso di soggiorno, non come faceva la sinistra che faceva entrare tutti,anche irregolari che poi sfruttavano le donne facendole prostituire e altri nel settore dello spaccio”.

C’è veramente poco tempo per il saluto della Meloni: “Sono contenta di essere venuta per farvi un augurio di un grande 2020 che può essere un anno di rinascita per le imprese e le famiglie di questa regione. Sono certa che faremo un’ottima campagna elettorale e l’anno che verrà si aprirà con una grande vittoria. Grazie per avere preparato nella sede il presepe, ci è caro il Natale tradizionale, del resto lo sapete, sono Giorgia, sono donna, sono cristiana…”, ironizza sul finire. Poi via, scortata dallo scrupoloso Bignami, piccolina senza tacchi.

(m.m.)