Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito nei giorni scorsi 32 onorificenze al merito della Repubblica italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità, per le attività in favore della coesione sociale, dell’integrazione, della ricerca e della tutela dell’ambiente.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Ci sono suore, parroci e diaconi. E poi professori universitari, operai, scienziati, una preside, un celebre velista settantenne e un coach di basket venticinquenne che allena le giovanili. E ancora: un senegalese addetto alla security dei negozi e un argentino che lavora in una stazione di servizio. E infine mamme e papà che hanno visto i loro figli morire quando erano giovani, se non bambini. In tutto 32 persone, uomini e donne di tutte le età, autori di gesti e scelte nel campo della solidarietà e nel soccorso, nella cooperazione internazionale e nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità, per le attività in favore della coesione sociale, dell’integrazione, della ricerca e della tutela dell’ambiente.

Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e anche di testimonianza dei valori repubblicani.

Tra le persone che hanno ricevuto le onorificenze c’è Christian Bracich, un imprenditore di Trieste che, scrive il Quirinale, “ha trasformato un contratto a tempo determinato di una dipendente in attesa di un figlio in uno a tempo indeterminato con un aumento di stipendio”. Giovanna Covati, invece, è stata premiata perché nell’agosto del 2018 fece scudo con il suo corpo a una bambina che stava per essere investita da un trattore. È stato premiato anche Samba Diagne, cittadino senegalese in Italia da 30 anni, che nel settembre scorso inseguì e riuscì a bloccare un uomo che aveva ferito un caporale dell’esercito italiano di fronte alla stazione centrale di Milano.

Ancora una volta, davanti ad un’Italia che sembra avviarsi sulla strada di un clima collettivo che prende la strada verso tonalità sempre più scure e buie, lancia un messaggio a tutti noi: per procedere e migliorare la società occorre da parte di tutti guardare ai bisogni e a coloro che cercano di dare risposte che costruiscano solidarietà e reti sociali.

(Tiziano Conti)