Sapete che cosa vi dico io che non comando niente?
Tutte queste belle cose accadranno facilmente;
Se ci diamo la mano i miracoli si fanno e il giorno di Natale durerà tanto l’anno. (Gianni Rodari)

Natale è passato e possiamo tornare tranquillamente cattivi.

Non ci saranno sanzioni aggiuntive.

“La verità, dice il vecchio Gershom Wald nel romanzo di Amos Oz Giuda, è che tutta la forza del mondo non basta per trasformare l’odio in amore”.

La nostra dotazione di amore è limitata.

Non ne abbiamo abbastanza per tutta l’umanità.

Che si ostina a crescere.

Malgrado gli italiani non facciano più figli.

Dicono che è un male ma poi pensi a certa gente e te ne fai una ragione.

Imperscrutabili quanto volete, i disegni divini esistono.

A difesa dell’armonia del Creato.

Altri soldi nel pozzo Alitalia, nazionalizzazione alle porte per tutti, ora anche la Banca Popolare di Bari, simposi sulla Nutella, nuove autorizzazioni a procedere contro Salvini, nuove vessazioni contro il povero Renzi, nuove rivelazioni sugli esami universitari di Conte.

Vecchi arnesi contro i nuovi movimenti, economia ferma, occupazione anche, acqua che sale su, terra che va giù, aria buona che non c’è più, razzismo che ce n’è troppo, e odio, tanto odio .

Ci mancava solo un’altra legge elettorale e un referendum idiota, costoso e dall’esito scontato, su una riforma idiota, che ha tagliato i parlamentari senza riordinare le Istituzioni secondo criteri di integrazione funzionale.

Che è la cosa che realmente servirebbe al funzionamento non solo della democrazia ma dell’intero Paese, economia compresa.

Renzi l’aveva capito.

Peccato che la sua riforma fosse bruttina e ancor più malamente presentata.

Pericolosa no, non lo era.

Contro di essa la sinistra storica ha impegnato le sue energie residue.

Poi, stremata e incapace di mettere in campo i progetti alternativi promessi nei giorni dell’ira , ha preferito parlare di Corbin.

La crisi del campo progressista ha molti padri.

E così l’ascesa del Matteo più pericoloso.

Questa è la situazione.

Il Governo in carica non la può modificare nel profondo, anche se dura tre anni.

Assegnarli il compito di trainare la sinistra, la politica e l’Italia è già ucciderlo.

Solo una responsabilizzazione collettiva può cambiare le cose.

Qualcosa si muove.

Ma le radici del male sono diffuse.

Guardi i sondaggi, ascolti i commenti e ti sovviene la celebre domanda di Socrate a Eutifrone: “Il Santo viene amato dagli dei in quanto è Santo, oppure in quanto amato è Santo?”.

Ti chiedi: Dio ci vuole male perché siamo una manica di sciamannati oppure lo siamo diventati perché non ci vuole bene?

Invertendo l’ordine dei fattori, è vero, il risultato non cambia ma la prospettiva si.

Nel primo caso non c’è speranza, perché la causa delle nostre sofferenze, direbbe uno elitario, è irrimediabilmente strutturale.

Mentre se i nostri guai dipendono dal volere divino, anzitutto noi non abbiamo colpe, e già questo ci piace tanto, un po’ come l’Europa matrigna, i poteri forti e le altre fregnacce autoassolutorie, ma, soprattutto, Dio può sempre cambiare opinione.

Questa prospettiva, di gran lunga preferibile non sembra, a guardar bene, molto vicina, ma lascia spazio a una (piccola) speranza.

Quel che sembra certo è che, come dicono a Roma, da soli “gna famo”.

Gna fa Salvini a cambiare in meglio, per la ragion che nol consente.

Gna fanno i grillini a raddrizzarsi, perché il legno di cui son fatti è tutto storto.

Gna fa il PD a suscitare nel più generoso degli Dei la benevolenza.

Gna famo noi, al tempo vittime e complici, a diventare costruttori di una società migliore.

Ci vuole un miracolo, come dice Rodari.

“In certi momenti- scrive Calvino nelle Lezioni americane- mi sembrava che il mondo stesse diventando tutto di pietra: una lenta pietrificazione che non risparmiava alcun aspetto della vita. Era come se nessuno potesse sfuggire allo sguardo inesorabile della Medusa. Per liberarmi, per tagliarle la testa, devo fare come fece Perseo, che non rivolse lo sguardo sul volto della Medusa ma solo sulla sua immagine riflessa nello scudo di bronzo. Non sto parlando di fughe nel sogno, nell’irrazionale,voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica”.

Serve un cambio di paradigma.

Politico e culturale.

La scelta migliore è sempre e solo quella possibile, ma l’accettazione sistematica del male minore non ci avvicina al bene, finisce per confonderlo, ne infragilisce l’idea stessa.

Che deve restare in cima ai nostri pensieri, la bussola che orienta le nostre scelte individuali e collettive.

Don Milani diceva che ubbidire non è più una virtù.

Neppure accontentarsi.

Quando questo non è sufficiente a preservarci dal male.

C’è un futuro da inventare.

Non possiamo trasformare il presente, questo presente, nel suo rassegnato paradigma.

I nostri ragazzi chiedono di meglio.

A noi e, ora, anche a se stessi.

È questa la buona notizia.

(Guido Tampieri)