Imola. Puntare quasi tutto sul fatto che si tratta di un voto regionale in Emilia Romagna dove Stefano Bonaccini ha governato bene anche se ci sono sempre cose da migliorare. Infatti per l’apertura in grande stile della campagna elettorale all’autodromo, nella sala briefing strapiena di pubblico, il governatore in carica ha chiamato il sindaco di Milano Giuseppe Sala, non leader nazionali, che pure lui ha vinto in una città del Nord grazie a una coalizione larga di centrosinistra con una forte presenza civica.

“Siamo qui a Imola perché abbiamo perso un anno e mezzo fa in questa città che non già ha più un sindaco (l’ex grillina Manuela Samgiorgi si è dimessa un mese fa, ndr) – attacca il candidato presidente Bonaccini – e faremo la chiusura a Forlì (dove il centrosinistra ha perso a favore del centrodestra, ndr) perché siamo pronti a fare una campagna elettorale all’attacco, una battaglia seppur con toni sempre civili. Vogliamo parlare della nostra regione e non di altro come tenta di fare la destra, di un territorio dove si esporta in tutto il mondo, con giovani che vengono dall’Europa e non solo a studiare nei nostri Atenei, con un forte incremento di turisti negli ultimi 5 anni. Altro che sfregiarla dicendo, come fa la destra, che si vuole liberarla quando questa terra si è liberata da sola con il sangue di tanti cittadini oltre 70 anni fa dal fascismo, altro che prima gli emiliani e poi i romagnoli o viceversa, altro che definirla la pattumiera d’Italia. La mia avversaria (Lucia Borgonzoni che Bonaccini oggi non cita per nome e cognome, ndr) dice che dobbiamo diventare come Lombardia e Veneto, ma noi non vogliamo trasformare la nostra regione in un’altra, noi la conosciamo molto meglio di lei con i tanti pregi e pure con qualche difetto”.

Ed ecco quello che è stato fatto negli ultimi 5 anni e un estratto del programma per i prossimi: “Al primo posto mettiamo la conoscenza perché sarà dal sapere dei nostri giovani che si misurerà la competitività in Europa e nel mondo nei prossimi anni, poi noi siamo per una sanità, una scuola e un’assistenza pubblica. Abbiamo messo fondi importanti perché  le famiglie di ceto medio e basso possano mandare i loro figli all’asilo nido gratuitamente. Nel 2015, abbiamo siglato un Patto per il lavoro investendo 22 miliardi e la disoccupazione è scesa dal 9% al 5%, si può ancora migliorare ma è già un buon passo in avanti. E se verrò rieletto presidente il primo atto della prossima legislatura sarà un Patto per l’occupazione e la legalità per dare un lavoro sicuro nelle varie forme, uno sviluppo sostenibile ed energie rinnovabili, fermare il consumo di suolo e piantare milioni di nuovi alberi”.

Poi l’appello finale: “Mancano 28 giorni al voto del 26 gennaio, la partita è aperta, sapete che nelle ultime nove regioni dove si è votato la destra ha sempre vinto, anche in Emilia Romagna alle ultime elezioni europee la Lega è avanzata ma subito dopo nelle elezioni di moltissimi Comuni sono stati eletti con percentuali alte sindaci di centrosinistra (anche nel circondario, ndr). Oggi la gente non vota sempre uguale come 30 o 40 anni fa, se si governa bene e quei sindaci, come noi, lo hanno fatto si possono ottenere voti anche di chi ha votato Lega o Movimento 5 stelle alle ultime elezioni politiche ed europee”.

Sala va giù deciso: “I voti per Bonaccini arriveranno non solamente da chi è già convintamente di centrosinistra, ma pure da chi ha votato Lega o 5Stelle perché Bonaccini è più bravo della sua competitor, la Borgonzoni non sa nemmeno da che parte è girata questa regione, la destra ha scelto per rappresentarla una persona che dà spettacoli indecorosi in Parlamento indossando magliette vergognose (Bibbiano, ndr). Ci sono molte affinità fra Milano e l’Emilia Romagna, un forte export, la presenza di giovani da tutto il mondo nelle università, la capacità di attrarre fondi stranieri, un turismo a livello europeo. I nostri avversari si contraddicono, un giorno Borghi e Bagnai dicono di uscire dall’euro poi Salvini li prende per un orecchio, Salvini e Savoini vanno a Mosca e sembrano Totò e Peppino. Noi siamo per un’alleanza atlantica, siamo per una dimensione internazionale, no a una visione autarchica”.

Argomenti importanti, ma bisogna fermare gli slogan della paura lanciati da Salvini e Meloni in perenne campagna elettorale in regione. Imola è una tappa tutto sommato non difficile, ora bisogna andare nei piccoli centri che magari si sentono un po’dimenticati, casa per casa, strada per strada…come diceva il grande Enrico Berlinguer.

(Massimo Mongardi)