Il segretario regionale del Pd Paolo Calvano

Imola. Sono sei le liste che appoggiano Stefano Bonaccini nella sua corsa alla rielezione come presidente dell’Emilia Romagna, ognuna con i suoi candidati alcuni del territorio imolese, sostenitori e portavoce. Per l’apertura all’autodromo, le ha introdotte la giovane sindaca di Casalfiumanese Beatrice Poli.

Per la Lista Bonaccini, Mauro Felicori sottolinea che “non si poteva dire no a un presidente che ha triplicato le spese per la cultura che può muovere l’economia e il Pil molto più di quanto è avvenuto finora. I musei non devono essere solo un elemento di conservazione, ma un elemento dinamico, luoghi per le emozioni. Inoltre la cultura è un fattore potente di lotta alle disuguaglianze”.

Paolo Calvano, segretario regionale del Pd, ha ricordato “alla destra che l’Emilia Romagna si è già liberata oltre 70 anni fa dal fascismo e ha poi reagito bene ad altri drammi quali la strage della stazione di Bologna e al terremoto. Anche le Sardine sono un simbolo di persone che reagiscono contro una politica urlata con la solidarietà e i valori di questa terra, mentre la destra vuole addirittura dividere l’Emilia dalla Romagna. Noi abbiamo messo il nome di Bonaccini nella lista del Pd perché ne andiamo orgogliosi, notiamo che nei simboli del centrodestra non c’è il nome della Borgonzoni”.

A parlare per la lista Volt è stato il giovane Alessandro Lima: “Il nostro è un progetto di Europa federale e unita, solo in tal modo può essere un competitor nel mondo, diciamo no quindi ad antiquate idee di sovranismo e patriottismo. La destra pensa solo agli sbarchi, mai ai tanti giovani italiani che se ne vanno dal nostro paese”.

Per Europa Verde Emilia Romagna Silvia Zamboni ha spiegato “gli anni luce che ci tengono a distanza dalla destra di Salvini e Meloni sui temi ambientali, sulla loro negazione dei diritti civili e penso pure con orrore al video che Fratelli d’Italia ha diffuso con i nomi delle famiglie immigrate regolari che abitano in case popolari secondo graduatorie del tutto legittime. Certo, bisogna fare passi avanti nella sanità in particolare sulle liste d’attesa, per potenziare il servizio ferroviario metropolitano e la mobilità ciclistica. Il Dalai Lama ha detto che se votasse, starebbe con i verdi”.

A rappresentare in un unico simbolo con tre stemmi +Europa, Socialisti e Repubblicani è stata Sara Gentilini: “In Emilia Romagna si sfidano due modelli: quello che noi sosteniamo è di una regione europea che valorizza l’export, vuole una società aperta e un’inclusione forte per una lotta alle diseguaglianze. La destra cavalca il sovranismo, l’autarchia, il populismo e paure immotivate contro le culture di altri popoli del mondo”.

“Abbiamo definito la nostra lista ‘Emilia Romagna coraggiosa’ – conclude Elly Schlein – in ricordo dei fratelli Cervi uccisi per mano fascista a Reggio Emilia, la memoria e l’antifascismo sono le nostre radici nel passato così come ‘Bella Ciao’ quando purtroppo ancora oggi c’è chi rivendica di essere fascista e qualcuno magari ce lo ritroveremo nelle liste a sostegno della Borgonzoni. Il diritto alla salute non deve passare mai dai portafogli, ma neanche da quanto distano i piccoli centri dai grandi e dalla via Emilia. Ritroviamo un senso di comunità, saremo più sicuri se potremo fidarci dei nostri vicini di casa, non facciamo passare chiusura, intolleranza e individualismo. No a uomini o donne forti soli al comando, la vera libertà è partecipazione”.

(m.m.)