C’era una volta il Pirata. C’era una volta il punto di riferimento per migliaia di appassionati della bicicletta. Appassionati che ora non accettano che il nome dello scalatore possa venire dimenticato.
Tutti ricordiamo dove ci trovavamo quando venne diramata la notizia della morte di Pantani, la sera di San Valentino del 2004, avvenuta dentro un’anonima stanza di un altrettanto anonimo residence.

Marco Pantani nacque a Cesena nella tarda mattinata del 13 gennaio 1970. Imparò presto a cavalcare la bicicletta, prima ancora di qualsiasi altra cosa. Il primo acquisto, in una nota rivendita di Cesenatico, vide un Marco ancora bambino scegliere il modello più appetibile. Quella bici fiammante però, costava troppo per le tasche dei genitori, normale famiglia di lavoratori. Dunque nonno Sotero, legatissimo al nipote, mise la differenza per permettere al nipote quel sogno su due ruote.

Il fisico minuto e sgraziato, ingannavano l’osservatore che vedeva per la prima volta il ragazzo salire sui pedali. Però, c’era muscolatura ideale per la bicicletta e una “fame” agonistica fuori dal comune. Che permisero al piccolo Pantani di mettersi in mostra fin dalla tenera età, nelle tappe regionali. Infatti, la Fausto Coppi di Cesenatico lo aveva tesserato, capendo fin dall’inizio le doti di quel giovane minuto e con pochi capelli.

Al di fuori delle competizioni, Marco non rinunciava all’allenamento in solitaria. Scalava i monti degli appennini, sparendo da casa per intere giornate. Su per le salite del faentino e dell’imolese, molti ciclisti esperti, venivano “sverniciati” da quel dodicenne sconosciuto. Che in solitaria, intraprendeva una preparazione fisica e spirituale che lo avrebbe aiutato nei momenti più duri della sua carriera.
Il resto è cosa nota.
Buon Compleanno Marco Pantani. Ragazzo andatosene via troppo presto.

(Aris Alpi)