Camilla Ferrari e li duo TIPTOE

Il successo ottenuto nei mesi scorsi dalla collaborazione fra Emilia 31 Music Pub e il Combo jazz, ha indotto i due partner ha proseguire il sodalizio. Ed ecco una nuova rassegna inaugurare il 2020 a suon di jazz e di musica brasiliana. Grandi ritorni per chi mancava da tempo sulla piazza imolese, artisti e artiste di pregio e talenti emergenti per valorizzare il nuovo che avanza.

Gennaio e Febbraio andranno prevalentemente  a ritmo di jazz con cadenza settimanale e diverse presenze femminili dalle virtù vocali spiccate. Dopo Sara Jane Ghiotti che ha inaugurato la rassegna a fianco del chitarrista Daniele Bartoli sabato scorso, arriva Venerdì 17 gennaio da Rovigo, Camilla Ferrari che presenterà “Dedicated to You” un suo tributo a Carmen McRae. Alternerà canzoni ad aneddoti presi dalla biografia della grandissima cantante afroamericana.

Il 15 febbraio una serata dedicata alla grande Joni Mitchell col progetto “Circle Games” titolo di uno degli album più noti dell’artista americana. A renderle omaggio la giovane cantante reggiana Lorenza Gambini.

Da segnalare anche la serata “Servono al Jazz gli standard?” di Venerdì 24 gennaio che inizierà alle 21. Il concerto lascerà il posto alla presentazione del libro “Storie di Standard” a cura di massimo mantovani e Giorgio Rimondi. Quest’ultimo sarà presente con il Prof. Franco Minganti

I concerti si terranno di venerdì fino al 28 febbraio con l’eccezione di Sabato 15 febbraio. Inizio alle 21,30 in via Emilia 31.

LA SCHEDA : Camilla Ferrari & TIPTOE duo “DEDICATED TO YOU Carmen McRae”

Il nome del gruppo “TipToe” nasce dall’omonimo titolo del primo brano inciso su disco che rappresentò per Carmen McRae l’attesa grande occasione. La parola “tiptoe” significa “in punta di piedi”, ed è così che la band ha voluto affrontare sin dall’inizio alcuni dei lavori lasciati da Carmen, con un profondo rispetto per la ritmica, sempre equilibrata e precisa, l’eleganza degli arrangiamenti e del cantato. Attraverso musica e brevi racconti, lo spettacolo “DEDICATED TO YOU Carmen McRae” ripercorre in modo filologico il cammino musicale dell’artista. Dai primi brani swing di un’era lontana, fino agli anni ottanta e novanta in cui Carmen interpreta e rivisita brani più complessi della tradizione bebop.

Carmen McRae (1920-1994) è stata una cantante e pianista, tra le più grandi interpreti del secolo scorso, immersa, durante la formazione, nell’aria frizzante di quell’era intensa del jazz che ha conosciuto la sua più grande evoluzione. Nei locali, durante le frenetiche notti di New York, tra sperimentazioni bebop e swing, se nestava, seduta silenziosa e concentrata, ad ascoltare sotto il palco. Ancora per poco. Carmen infatti rivelò da subito, oltre a un forte e deciso carattere, un dirompente coraggio. Una notte del 1939 si presentò a Lady Day con un brano fresco di composizione. Billie prese il foglio e registrò il pezzo lo stesso anno. Il percorso di questa artista è caratterizzato da tenacia incrollabile ed enorme fatica. Qualità che negli anni hanno tracciato il solco di un inedito stile nell’ambito del jazz cantato. Raffinatezza, interpretazioni sofisticate e profonde, ricerca di inusuali note di tensione, brevi e incalzanti improvvisazioni, lasciavano sempre ampio respiro al groove di musicisti come Dizzy Gillespie, Tony Scott, Mat Mathews, Duke Ellington, Kenny Clarke, Sammy Davis Jr, Ben Webster e tantissimi altri.

La carriera di Carmen ha percorso la sua strada molto lentamente. Il successo arrivò relativamente tardi con un accumulo di frustrazioni, nonostante l’indiscutibile talento e la ferrea determinazione. Per comprendere a pieno l’esperienza di qualsiasi cantante e musicista di jazz donna di allora è necessario immaginare un’epoca in cui, non solo, in molti Stati d’America, non era ancora consentito alle persone di colore di mescolarsi ai bianchi. L’Olimpo del Jazz era prevalentemente e per tradizione riservato agli uomini, che stavano scrivendo la storia di questa musica, consolidando però una figura ben delineata e quasi inscalfibile. Era un mondo insomma nel quale alla donna brillare, costava un’enorme fatica. Trovare un proprio spazio non fu facile. Circostanza che negli anni indurì e al contempo fortificò il carattere di Carmen, determinata a fare jazz e a farlo bene.

 

(v.g.)