Imola. “Separare la gestione di chi raccoglie i rifiuti da chi li incenerisce. Privilegiare il trasporto pubblico su ferro e la mobilità cittadina gratuita. Più investimenti sulla mobilità pubblica e meno sulla costruzione di nuove strade e autostrade. Riconvertire l’agricoltura eliminando i trattamenti dannosi per la salute umana”. Queste le idee politiche che i candidati alla presidenza della regione Emilia-Romagna (assenti Lucia Borgonzoni della Lega e il governatore uscente Stefano Bonaccini Pd) hanno raccontato – ognuno con il proprio vissuto – alla platea che oggi ha partecipato all’incontro organizzato dal Comitato vediamoci chiaro al Molino rosso. Incontro che ha messo a nudo le posizioni dei candidati sul tema, di primo piano, dell’ambiente e della sua tutela.

La prima domanda sui finanziatori della campagna elettorale ha fornito il pretesto ai candidati per potere affermare che probabilmente i due grandi assenti (Bonaccini e Borgonzoni) non avrebbero potuto rispondere che i finanziamenti – secondo loro – li ricevono da quelle società che sono state messe più volte messe all’indice durante la serata: Hera e Iren. Domanda che stante l’assenza dei due diretti interessati è destinata a rimanere nell’area delle ipotesi.

Su tutto però è stata la notizia diffusa dalla portavoce del Comitato vediamoci chiaro, Cinzia Morsiani, a gettare benzina sul fuoco. “Abbiamo saputo che stamattina in Regione c’è stata una conferenza di servizi per parlare della riapertura della discarica Tre Monti. Questa è la dichiarazione di fallimento della politica regionale dei rifiuti. E’ Hera che detta l’agenda dei rifiuti alla Regione? A che titolo va in viale Aldo Moro a chiedere di nuovo l’apertura della discarica visto che la sua concessione è scaduta? Se in Regione si applicassero davvero i principi dell’economia circolare, se si facesse una buona raccolta differenziata le discariche le chiuderemmo”.

Tutti concordi, a parte la rappresentante della lista “Coraggiosa” (presa di mira per la sua vicinanza al PD di Bonaccini dalla candidata di Potere al popolo) che il problema principale rimane quello di “sciogliere il conflitto di interesse fra chi raccoglie e chi incenerisce – traendo profitto forse più da questa operazione che dal riciclo – i rifiuti. “E’ ora di finirla di prendere in giro i cittadini sui rifiuti. La lista che appoggia Bonaccini è coraggiosa a presentarsi. Questo va detto con chiarezza visto quello che questa regione (non) ha fatto in tema di ambiente e rifiuti. Bisogna ripensare tutta la filiera produttiva e la grande distribuzione. Come bisogna dare attuazione all’esito del referendum sull’acqua. E’ stato vinto ma non si è fatto nulla”.

Sul tema della qualità dell’aria è sempre la brillante candidata di Potere al Popolo a sferzare la platea. “Ci deve essere una presa di coscienza nazionale per mettere in campo interventi concreti e che funzionino. Basta parlare di emergenza smog. Non è più una emergenza, è un problema strutturale. Non si può sperare che piova, come fanno in regione, per risolvere il problema. Va messo al centro del tavolo politico il trasporto pubblico e gratuito. Non come fanno a Bologna che ora vogliono costruire il tram, che è sicuramente ecologico. Ma lo è spendere 500 milioni di euro per un tram che collegherà Borgo Panigale con Fico?”

Il candidato dell’altra Emilia Romagna è ancora, per quanto possibile, ancora più netto. “La priorità deve essere data al trasporto pubblico. E’ folle un sistema trasportistico spinto solo sul trasporto privato. Il piano dei trasporti regionale sembra quello degli anni ’50. In regione un giorno su tre respiriamo aria inquinata e nessuno fa niente”.

Il candidato del M5S alla presidenza della Regione Simone Benini al termine dell’incontro

Su tutti è il candidato del M5s, Simone Benini, a fare il punto di quanto realizzato dal movimento in regione. “Siamo riusciti a trovare i fondi per elettrificare tutto il servizio ferroviario regionale. Proponiamo un trasporto pubblico gratuito e l’incremento della micromobilità nei comuni. La riconversione ecologica è il tema principale dal quale non si può più prescindere. Se le centraline che rilevano le polveri inquinanti nelle città fossero posizionate nelle zone più esposte ci direbbero che respiriamo aria inquinata dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno. Per migliorare la qualità dell’aria è necessario dare gambe al progetto di piantare un albero per ogni cittadino. Ci stiamo desertificando. Tutti in regione si sono appropriati della parola sostenibilità ma in realtà nessuno fa niente”.

(Verner Moreno)