Imola. Il tema dei centri storici fa discutere e smuove i cittadini. Il salone di Palazzo Sersanti ha segnato il tutto esaurito (oltre 120 persone) nella serata di giovedì 16 gennaio per l’iniziativa “Centri Storici delle medie città: declino o rinascita?” organizzata dall’associazione culturale Codronchi Argeli. “Siamo soddisfatti per la riuscita di questa serata che aveva l’obiettivo di dare un contributo alla rinascita del centro storico di Imola – afferma a caldo Alessandro Curti, presidente della Codronchi Argeli -. Sia dagli interventi degli oratori, che da quelli successivi del pubblico sono usciti diversi spunti interessanti. E’ chiaro che oltre alle idee, servono delle risorse. Dobbiamo ascoltare, avere il coraggio di riconoscere eventuali errori e di sperimentare vie nuove, aprendo una sorta di laboratorio per riuscire a vivere meglio il nostro centro cittadino”.

Da sinistra, Ennio Nonni, Pierangelo Raffini, Alessandro Curti, Giandomenico Amendola

“Abbiamo dato a questa serata un titolo un po’ provocatorio non certo per motivazioni politiche – aggiunge Pierangelo Raffini, coordinatore dell’associazione.

-. Infatti, grazie agli interventi dell’urbanista Ennio Nonni e del professore Giandomenico Amendola, abbiamo avuto l’occasione di riflettere sui motivi che hanno portato a uno spopolamento di tutti i centri storici delle medie città e su quali possono essere le azioni da mettere in campo per invertire la rotta, non solo per portare nuove attività, ma anche nuovi residenti. Vogliamo una una città che abbia un motivo per essere visitata nel suo centro storico”.

L’architetto e urbanista, Ennio Nonni, nel suo intervento ha presentato una serie di metodologie ed interventi utili al rilancio di queste aree importanti delle città. “Il tema dei centri storici è attuale perché quasi tutte le città medio piccole hanno subito in questi anni trasformazioni importanti, che hanno diminuito la vivacità e la vivibilità di un’area che è sempre stata vista come il cuore della città -. Dobbiamo essere consapevoli che non ci sono ricette precostituite, ma esistono argomenti di lavoro, evidenziati attraverso esempi, che possono essere motivo di approfondimento, calibrando poi le strategie sulla base dei risultati di diverse sperimentazione. Per i comuni medio-piccoli come i nostri non sempre è necessario il grande intervento, ma la sommatoria di tanti piccoli interventi può portare a raggiungere risultati importanti”.

Il professore Giandomenico Amendola ha allargato la visione a quelle che sono oggi le tendenze non solo italiane, ma anche internazionali. “Il centro storico oggi è per tutte le città una grande risorsa per la competizione urbana, per la visibilità della città stessa che nessuno può permettersi di sottoutilizzare. Non è pensabile ad un’azione per quell’area senza pensare simultaneamente ad una per tutta la città. Io credo che il centro storico di Imola, che è in ottime condizioni, abbia delle potenzialità di recupero della propria centralità, per ritornare ad essere il grande magnete della vita della città e del territorio che gli gravita attorno. E’ chiaro che servono delle politiche adatte, delle politiche imprenditoriali più che urbanistiche. Attualmente ci sono due termini che girano molto nel mondo anglosassone a proposito di politiche urbane: marketing orienting e people orienting. A mio parere non sono incompatibili, certo va trovato il punto di mediazione, perché il centro storico è un’enorme risorsa a disposizione della città per competere e per attrarre, ma è anche una risorsa per aumentare la vivibilità della città a favore dei cittadini”.

L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione culturale “Codronchi Argeli” con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio di Imola, in collaborazione con il Centro studi “Luigi Einaudi”di Imola, la Consulta delle Libere professioni della Fondazione Crimola, Università aperta e il Centro studi “Alcide De Gasperi”.