Imola. “In Emilia Romagna Matteo Salvini propone una candidata debole, quasi nascosta, ma al leader della Lega di questa regione non frega niente, mentre il nostro Stefano Bonaccini è un presidente indipendente e autonomo che non prende certo ordini da me. Mancano otto giorni al voto, si vince se combattiamo tutti insieme. Grazie al buongoverno siamo in testa, ma da ora fino alle elezioni regionali del 26 gennaio dobbiamo andare nei bar, nei cinema, ovunque per convincere gli indecisi e pure chi ha a cuore un’altra lista, che non sia alleata con Bonaccini o con la candidata della Lega, a mettere una croce sul nostro candidato (anche lui spera nel voto disgiunto, ndr)”.

Il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti, giunto il 18 gennaio in centro storico davanti alla sede elettorale della candidata del Pd nel circondario alle elezioni regionali del 26 gennaio Francesca Marchetti che lo affianca insieme con il deputato Serse Soverini, il senatore Daniele Manca, il segretario regionale Paolo Calvano e quello imolese Marco Panieri, davanti a circa duecento persone che lo ascoltano nonostante la pioggia e il maltempo abbiano costretto a un cambio di sede e di orario, sfodera una grinta che spesso in tv non si nota. Così attacca deciso: “Salvini è il migliore a raccontare i problemi, ma il peggiore a risolverli, è capace solamente di cavalcare la paura e la rabbia. I decreti fatti  quando era ministro dell’Interno sono solo propaganda, siamo stati noi a pagare gli straordinari alla polizia e poi ricordiamoci che è scappato al Papeete lasciando al secondo governo Conte il difficile compito di fare una buona Finaziaria nonostante i 23 miliardi di euro di Iva da pagare. Ora siamo riusciti a diminuire le tasse sul lavoro aumentando gli stipendi ai lavoratori”.

Da qui partono le tre parole d’ordine di Zingaretti. La prima è la speranza. “All’Italia serve un’Emilia Romagna che resti forte con le sue aziende e coop capaci di esportare negli altri paesi”. La seconda è merito. “Questa regione, governata dal centrosinistra, negli ultimi cinque anni ha quasi dimezzato la disoccupazione, non ha tagliato sulla sanità e ha abolito i ticket”. La terza è futuro, ovvero “la competizione che ci sarà con regioni della Cina e della Germania. Bonaccini ha come progetto una rivoluzione digitale che diventerà fondamentale. Oggi noi dobbiamo batterci anche per chi è neonato così come i vostri padri e i vostri nonni hanno combattuto per la libertà, la democrazia e il benessere”.

Tante le strette di mano, al posto dei selfie di Salvini, ai militanti, con un affetto particolare per il partigiano Vittorio Gardi e l’ex ministro Giuliano Poletti. E un augurio: “Dal territorio imolese mi aspetto che siate, come al solito, generosi anche in termini di voti”.

Prima di lui, Panieri aveva dato il lancio alla candidata Marchetti che ha ringraziato “Nicola per essere stato capace di tenere insieme il Pd. Il leader paziente è colui che riesce a dare una speranza. E ricordo alla Lega che nessuno ha bisogno di essere liberato nella terra di Andrea Costa”.

(Massimo Mongardi)