Lucia Borgonzoni in visita all’azienda “Sole di montagna” di Ponticelli

Imola. Ponticelli, azienda “agricola Sole di Montagna” dove si confeziona in cassette e cestine la frutta, mercoledì 22 gennaio. Al gelo, in attesa dell’arrivo della candidata presidente del centrodestra a trazione leghista per l’Emilia Romagna Lucia Borgonzoni, facciamo due chiacchiere col vicepresidente Samuele Bertuzzi.

Come si è comportata la Regione in questi anni nei vostri confronti?
“La gestione politica non è stata negativa, purtroppo spesso ci sono le mani vincolate dall’Unione europea. Purtroppo non c’è reddito per i tanti agricoltori che ci forniscono le materie prime, spesso strozzati dalla Grande distribuzione. L’80% delle nostre cassette vanno in Canada, Usa, Brasile e Messico. I nostri dipendenti, in alta stagione circa un centinaio, sono al 50% italiani e al 50% stranieri, soprattutto rumeni e albanesi. Senza di loro non ce la faremmo, ci sono italiani che non gradiscono lavorare in agricoltura”.

Arriva la Bongonzoni attesa dal consigliere regionale Daniele Marchetti ricandidato primo in lista nella circoscrizione di Bologna, dal segretario locale del Carroccio Marco Casalini e da un gruppo di una ventina di imprenditori del settore.

Borgonzoni, in agricoltura gli immigrati sono essenziali, lo dicono anche i dirigenti di questa azienda. Cosa risponde?
“Non capisco la domanda, noi non abbiamo mai fatto di tutta un’erba un fascio (mah, ndr). Ci sono gli immigrati regolari e quelli irregolari che arrivano senza alcun controllo. Questi ultimi creano problemi ai regolari, infatti la Lega ha tanti tesserati stranieri che vogliono regole chiare su questo punto”.

Dopo questa visita, oggi andrà all’ospedale per mielolesi di Montecatone. Lo considera un’eccellenza per l’Emilia Romagna?
“Certamente si tratta di un’eccellenza, però mi dicono che spesso è più facile che un paziente venga accolto da fuori regione che dalla nostra regione e questo non va per niente bene. Inoltre, si tratta di una Spa a totale controllo pubblico. Io, in generale, preferisco una sanità che permetta di accogliere più ammalati possibili, anche se si deve ricorrere al privato accreditato. Nella sanità, se non riusciamo a coprire tutti i servizi si può ricorrere al privato, ricordiamoci che nella sanità regionale spesso ci sono liste d’attesa troppo lunghe”.

(m.m.)