Imola. La vittoria di Stefano Bonaccini alle elezioni regionali del 26 gennaio ha trascinato in alto anche il Pd. Vediamo cosa è accaduto a piazza Matteotti per quanto riguarda le liste a sostegno del presidente confermato confrontando il dato con le elezioni più recenti, ovvero le europee del 26 maggio 2019. Il Pd ieri ha ottenuto il 39,7% dei voti contro il 36,68% delle europee quando aveva fatto un accordo con Liberi e Uguali che è in parte nella lista Emilia Romagna Coraggiosa la quale ieri si è attestata al 3,78%, la lista Bonaccini (non era presente alle europee), il 7,2%, Europa verde è arrivata al 2% rispetto al 2,74% quindi con un calo e una diminuzione più consistente registra + Europa che passa all’1,52 mentre nove mesi fa aveva toccato il 4%. Volt incide pochissimo con lo 0,42%.

Nel centrodestra, la Lega al 25,66% arretra rispetto al 26,8 del maggio scorso e crolla Forza Italia al 2,6% dal 5,5%, mentre l’unico partito in netta crescita in tale area è Fratelli d’Italia con il 7,44% che raddoppia rispetto al 3,8%. Poco signiticativi la lista Borgonzoni presidente con lo 0,86% e Giovani per l’ambiente con lo 0,3%.

Il Movimento 5 stelle, in nove mesi durante i quali è accaduto di tutto con le dimissioni della sindaca Manuela Sangiorgi passata al centrodestra e una conseguente divisione interna assai pesante, perde quasi 10 punti percentuali arrivando solamente al 6,17% quando era al 15,36% lo scorso maggio.

Sotto l’1% Potere al popolo con lo 0,81%, Partito comunista allo 0,65%, Movimento 3v allo 0,55% e l’Altra Emilia Romagna allo 0,38%.

Da notare che tutti i candidati presidenti, dalla Borgonzoni a Benini fino ai più piccoli, hanno ottenuto meno consensi rispetto ai rispettivi partiti o coalizioni. Solamente Bonaccini si piazza al 58,2% rispetto al 54,4% della sua coalizione di centrosinistra e quindi sicuramente ha avuto vantaggi significativi dal voto disgiunto.

(m.m.)