Cosa può aver spinto un piccolo (ma nemmeno troppo) gruppo di militanti politici senza tessere in tasca ad organizzare un incontro all’Università dove tutto è cominciato (e dove hanno ritrovato le solite liturgie burocratiche fatte apposta per limitare le libertà di espressione)?

Probabilmente l’insopportabilità dell’attuale situazione del nostro paese, dove i temi fondanti spariscono dalle agende politiche per essere sostituiti da spot elettorali che creano quell’humus indispensabile per far crescere la malapianta dell’intolleranza e dell’arroganza.

E allora qualcuno scrive un breve documento elencando alcuni temi che non vengono presi in considerazione nel corso della campagna elettorale e pensa di costruire intorno a queste problematiche un incontro sostanzialmente pubblico.

Alcuni fogli cominciano a girare, parte un porta a porta (via whatsapp) che fa registrare un discreto interesse, viene financo organizzato un pranzo di autofinanziamento per coprire le spese dell’iniziativa e finalmente, a nome di Cittadinanza Attiva Bologna si parte.

La risposta è buona, quasi 60 persone vengono per ascoltare relazioni sulle vertenze nazionali dei sindacati, sui nuovi parametri imposti dai mutamenti climatici, sulla formazione, la scuola, i migranti, e se l’età media è vicina ai 70 anni qualche volto giovanile fa capolino fra i banchi e l’odore delle sardine è decisamente forte.

Fra i banchi di sardine si è intrufolato qualche “squalo” mal-intenzionato che ha modificato la rotta e la sede del confronto costringendo a spostare il dibattito da Geologia a Farmacia e a disperdere qualche frangia del banco stesso nella complicata numerazione civica che regna all’inizio di via San Donato.

E allora che fare? Consapevoli di aver giocato un ruolo intergenerazionale di cittadinanza attiva in sintonia con quanto realizzato a Bologna dalle Sardine e a Ravenna dai Sardoni si decide di continuare l’esperienza con forme modi da decidere ma dopo aver preso atto che la voglia di confronto c’è e che sarebbe sciocco disperdere questo, ancorchè per ora microscopico, patrimonio.

Arrivederci alla prossima puntata

Cittadinanza Attiva Bologna – Franco Di Cesare, Maurizio Pulici,  Michele Zacchi)